Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 93

Nei tre passaggi successivi, quelli del 10, 16 e 23 giugno, Cassini si è riavvicinata al centro del sottile corridoio delimitato da una parte dall’anello D e dall’altra dalla minacciosa e turbolenta atmosfera di Saturno. In queste orbite relativamente tranquille, Cassini ha potuto dedicarsi allo studio dell’atmosfera di Saturno, ad esempio mappando la velocità dei venti e le nubi nell’emisfero meridionale del pianeta o misurando la temperatura e la composizione del vortice incastonato nel polo nord. La seconda delle tre orbite ha anche visto il debutto, almeno in quest’ultima fase della missione, dello spettrometro INMS, che è stato usato per mappare la densità e la composizione dell’ambiente di

particelle neutre. Lo strumento è anche in grado di mappare ioni quali quelli dell’ossigeno molecolare, che vengono prodotti nei pressi della superficie degli anelli e poi trasportati verso il pianeta lungo le linee dei campi elettrici e magnetici.

Cassini è poi tornata a far visita all’anello D altre due volte, addentrandosi nelle sue propaggini interne. Il 29 giugno, per la prima e unica volta, Cassini ha attraversato l’anello senza la protezione della propria antenna. In realtà, la decisione di optare per il normale assetto di volo è arrivata all’ultimo minuto, alimentata dai dati positivi riguardanti la popolazione di particelle osservata nei due passaggi del 28 maggio e del 4 giugno. Così, gli scienziati hanno deciso di assegnare la priorità scientifica del passaggio allo strumento CDA, in modo da studiare per l’ultima volta l’ambiente di microparticelle che costituiscono l’anello. Nel passaggio seguente, quello del 6 luglio, Cassini è tornata a puntare la propria antenna verso la direzione di volo al fine di scongiurare impatti letali.

A partire dal passaggio successivo, quello del 12 luglio, Cassini si è riavvicinata all’atmosfera di Saturno. Scendendo in picchiata verso il pianeta, lo spettrometro INMS ha campionato l’esosfera e la ionosfera del gigante gassoso.

Il passaggio successivo, il quattordicesimo del finale di missione, è avvenuto alle 9:50 del 19 luglio e ha visto l’ultimo impiego scientifico dell’esperimento RSS, responsabile del monitoraggio dei segnali radio di Cassini al fine di svelare le influenze gravitazionali all’opera sulla sonda. In compenso, lo strumento MAG ha eseguito una serie di osservazioni mirate a far luce sulla misteriosa rotazione di Saturno. Nel caso dei giganti gassosi, il metodo più efficace per misurare il periodo di rotazione – ovvero la durata di un giorno – è calcolare il tempo impiegato

Crediti: NASA-JPL-Caltech.

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