Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 91

Sopra. Lo schema delle orbite del Grand Finale della sonda Cassini. Si nota, in arancione, il tracciato dell’orbita finale, che porterà la sonda a bruciare all’interno dell’atmosfera del pianeta. Crediti: NASA-JPL-Caltech.

Innanzitutto, orbitando a una distanza così ridotta, Cassini è molto più vicina al cuore del pianeta, e quindi al centro del suo vastissimo campo gravitazionale. Il campo di Saturno non è uniforme come si potrebbe credere, ma è caratterizzato da una serie di turbolenze, o irregolarità. Come se stesse cavalcando delle onde in un mare altrimenti tranquillo, Cassini viene spinta di qua e di là, deviando leggermente dalla sua traiettoria ideale. Per via dell’effetto Doppler, queste improvvise accelerazioni o decelerazioni si manifestano come spostamenti nella frequenza dei segnali che la sonda invia verso il nostro pianeta. Studiando queste variazioni, gli scienziati possono dipingere un’immagine molto dettagliata del campo gravitazionale generato da Saturno e quindi della struttura interna del gigante gassoso.

I segnali radio di Cassini possono essere usati anche per un secondo scopo: facendoli passare attraverso gli anelli di Saturno, essi vengono deviati e distorti in modi che sono indicativi della dimensione delle particelle che compongono gli anelli e della struttura degli anelli stessi.

Inoltre, grazie alla sua nuova orbita che la porta a metà strada tra Saturno e i suoi anelli, Cassini è per la prima volta in grado di isolare la massa del pianeta da quella degli anelli. Conoscere la massa del sistema di anelli è fondamentale per ricostruirne l’evoluzione, risalirne all’origine e dunque determinarne l’età – un dato su cui è ancora aperto un intenso dibattito.

Nei passaggi del 15 e del 22 maggio, Cassini ha attivato il suo strumento CDA, in grado di intercettare anche le più fini particelle degli anelli. Studiare le dimensioni e la composizione chimica di queste particelle può rivelare preziosi dati sull’età degli anelli. In particolare, gli scienziati sospettano che l’accumulo di silicati, materiali organici e metalli su queste particelle avvenga per mezzo di impatti con meteoroidi interplanetari: maggiore è il livello di contaminazione, dunque, maggiore è l’età degli

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