Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 89

La sonda NASA Cassini, in orbita intorno a Saturno dall’ormai lontano 2004, si sta preparando a terminare la propria missione con una drammatica discesa all’interno dell’atmosfera del “signore degli anelli”. La sonda, che prima d’ora si era sempre mantenuta a grandi distanze dal pianeta, avventurandosi tra le sue numerose lune, sta esplorando regioni mai visitate prima – una sorta di missione nella missione, regalandoci sempre nuove scoperte e nuovi punti di vista.

In molti si chiedono perché, proprio ora, dopo tutti questi successi uno dietro l’altro, questa ultima missione “suicida”?

Tredici anni di ininterrotta esplorazione stanno cominciando a farsi sentire: Cassini sta per esaurire le proprie riserve di carburante. A serbatoi vuoti, la sonda sarebbe abbandonata al proprio destino, in balia dei delicatissimi e intricati equilibri gravitazionali tra Saturno, i suoi anelli e le sue numerose lune. Nel giro di qualche

secolo, è possibile che Cassini si vada a

schiantare contro uno dei

satelliti naturali, potenzialmente contaminandone la superficie aliena con batteri terrestri. Per questo, gli scienziati hanno deciso di terminare la missione facendola disintegrare nell’atmosfera di Saturno, prima che possa finire fuori controllo.

In un certo senso, Cassini è vittima del suo stesso successo: prima del suo arrivo, infatti, si sapeva poco o nulla riguardo la possibile abitabilità di mondi come Titano ed Encelado, che la sonda stessa ci ha svelato in tutta la loro magnifica e affascinante natura. Intaccare ambienti così promettenti sarebbe una catastrofe di magnitudine interplanetaria. Per quanto possa essere doloroso porre fine alla missione, il rischio di contaminare mondi potenzialmente abitabili è un peso troppo grande da sopportare.

Alle 08:08 del 22 aprile, Cassini ha sorvolato Titano per la 127esima e ultima volta, sfrecciando appena 979 chilometri al di sopra della superficie costellata di mari e laghi di idrocarburi – un paesaggio alieno che potrebbe fare da sfondo a una vita basata non sull’acqua, ma sul metano. La veterana sonda ha sfruttato la gravità della luna per plasmare la propria orbita intorno a Saturno in

una traiettoria del tutto inedita. In questo

nuovo assetto, Cassini sta eseguendo 22

tuffi nel sottile lembo di spazio, largo

appena 2400 chilometri, che

separa la sommità delle nubi

di Saturno dalle

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