Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 84

Titano al centro dell’attenzione

Per Titano, invece, erano in programma ancora diversi sorvoli.

Grazie alle misurazioni radar della Cassini, gli scienziati riuscirono a disegnare mappe sempre più accurate della grande luna di Saturno, che permisero, tra l'altro, di determinare l’altezza della montagna più alta. I risultati furono presentati alla 47a edizione della Lunar and Planetary Science Conference in Texas, a marzo 2016.

Sulla Terra, generalmente, le catene montuose si trovano nei punti in cui i movimenti tettonici hanno spinto la crosta verso l'alto. Questi rilievi vengono poi modellati ed erosi nel corso del tempo, dal vento, dalla pioggia, dal deflusso dei ghiacciai e delle acque, fenomeni in parte presenti anche su Titano, dove la Cassini ha scoperto piogge di metano e fiumi che solcano e segnano il paesaggio. Tuttavia, forse, questi processi avvengono molto più lentamente sulla luna di Saturno che sul nostro pianeta, perché a una tale distanza dal Sole dovrebbe esserci meno energia per alimentarli. Inoltre, è ormai provato che la crosta di Titano poggia su un oceano liquido il quale probabilmente agisce come il mantello terrestre: quando si forma una montagna, questi strati deformabili (lo strato di roccia calda e fusa della Terra e l'oceano liquido di Titano) permettono alla crosta di rilassarsi. Infine, in profondità, lo strato ghiacciato che riveste la luna è molto più morbido della roccia terrestre pertanto, gli scienziati mai si sarebbero aspettati

Un mosaico globale di Saturno in colori naturali ripreso dalla Cassini il 30 novembre 2016.

Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

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