Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 82

I primi addii

Il primo “addio” fu per Iperione, il 31 maggio 2015, con uno dei migliori incontri da una distanza di 34.000 chilometri. La speranza, senza alcuna garanzia, era quella di poter osservare una faccia diversa del satellite, rispetto alle riprese dei precedenti flyby. La luna dalla forma irregolare e con un diametro massimo di 270 chilometri, ruota caoticamente e perciò era difficile prevedere quale parte della superficie sarebbe apparsa in direzione delle fotocamere. Il caso volle che in tutti gli incontro la sonda potesse osservare più o meno sempre lo stesso lato: le ultime immagini uscirono straordinariamente simili a quelle del 2005 ma comunque spettacolari.

Poco dopo, il 17 agosto 2015 segnò l'ultimo flyby attorno a Dione, da una distanza di 474 chilometri. Durante gli ultimi sorvoli, la Cassini si concentrò sulla “gravity science”.

Dione è il secondo satellite di Saturno di medie dimensioni per densità, cioè è una luna che contiene quantità rilevanti di materiale roccioso, a differenza di Teti che è composta quasi interamente di ghiaccio d'acqua. Con queste misurazioni gli scienziati cercano di capire come la roccia è distribuita al suo interno, se è concentrata in un nucleo o indifferenziata come Rea. D'altra parte, alcuni indizi suggeriscono che un tempo Dione fosse come Encelado e avesse un oceano sotterraneo.

A dicembre 2015 fu il turno di Encelado che chiuse in bellezza dopo tre fantastici flyby uno dietro l'altro.

Il primo della serie, l'E-20 del 14 ottobre 2015, fece luce sui terreni del nord come mai era stato possibile prima perché quando la Cassini arrivò nel sistema di

Sopra. Iperione ripresa dalla sonda della NASA Cassini il 31 maggio 2015, con i filtri infrarosso, rosso, verde, blu ed ultravioletto. In basso a sinistra, l'immagine raw N00040233.jpg del 25 settembre 2005 con un'inquadratura straordinariamente simile.

Crediti: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today.

Sotto. Dione mentre transita davanti a Saturno ripresa dalla Cassini durante l'ultimo fly-by in colori naturali.

Crediti: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

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