Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 76

d'onda infrarosse e ultraviolette ma la visibilità di questi segni risultava notevolmente influenzata dalla geometria visuale e dall'angolo di illuminazione.

Gli archi rossi, larghi qualche chilometro e lunghi centinaia, tagliano la superficie della luna come dei veri e propri graffi. La loro origine rimane un mistero, così come il colore, piuttosto raro sulle lune di Saturno. Secondo gli scienziati ricordano in parte l'intrigata maglia sulla superficie della luna di Giove, Europa, cioè sembrano essere segni geologicamente giovani (tagliano infatti alcuni crateri da impatto più antichi). Altrettanto poco si sa del colore rosso che potrebbe mostrare strati inferiori di terreno oppure potrebbe essere il risultato di variazioni chimiche dovute alle intemperie spaziali subite dopo la cicatrice.

Cambiando l'inclinazione orbitale, a dicembre 2012 la Cassini aveva una vista migliore anche sui poli di Saturno: l'emisfero settentrionale del pianeta e la famosa formazione esagonale erano finalmente inondati di luce.

Sopra. Questa animazione è composta da 8 fotogrammi catturati nell'arco di 10 ore il 10 dicembre 2012. Ciascuna immagine in falsi colori è stata ottenuta assemblando 4 filtri: il rosso è stato assegnato al vicino infrarosso, una lunghezza d'onda che penetra lo strato più alto di foschia e mostra la parte troposferica della nube; il verde è stato assegnato alla banda di assorbimento del metano ed il blu alla banda blu ed ultravioletta, una parte dello spettro sensibile

all'aerosol. Il video è stato sincronizzato con la rotazione del pianeta in modo tale che tutta la rotazione può essere ricondotta esclusivamente al movimento dell'esagono.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI.

A sinistra. Due viste del polo nord di Saturno riprese dalla Wide Anle Camera in colori naturali, rispettivamente nel 2012 e nel 2016. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute/Hampton University

Non trovando alcun ostacolo topografico, questa eccezionale corrente d'aria imperversa bloccata sul polo di Saturno da decenni, forse da secoli.

Visto in colori naturali, cioè alle quelle lunghezze d'onda che può percepire l'occhio umano, l'esagono ha una colorazione che va da tonalità bluastre a dorate, a seconda della stagione e della diversa chimica che si crea nell'alta atmosfera del pianeta.

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