Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 74

a un'altezza di circa 10-15 chilometri, si sposta ai tropici dove ridiscende verso la superficie per dirigersi nuovamente all'equatore.

Ma se la sua formazione era un mistero, la sua composizione era ancora più enigmatica.

Diverso da qualsiasi altro fenomeno atmosferico studiato su Titano, era composto da un cocktail di carbonio e azoto noto come dicianoacetilene e altre sostanze che gli scienziati avevano soprannominato "species X".

Lo spettrometro VIMS a bordo della Cassini, restituì poi la firma inequivocabile dell'acido cianidrico, generalmente già presente in forma volatile e in piccole quantità nell'atmosfera della luna ma non sotto forma di ghiaccio. Le sue particelle, infatti, congelano a temperature molto basse, –148 gradi Celsius, ossia 100 gradi Celsius in meno rispetto ai modelli teorici per l'alta atmosfera di Titano. Tuttavia, lo spettrometro CIRS a bordo della sonda, che misura la temperatura atmosferica a diverse altitudini, confermò che effettivamente l'emisfero meridionale subì un rapido raffreddamento, rendendo possibile la formazione della gigantesca nube tossica.

Il 2012, fu un grande anno per Titano.

Il 27 luglio, la rivista Science pubblicava un'importante scoperta, guidata da Luciano Iess dell'Università La Sapienza di Roma: osservando le grandi deformazioni della crosta ghiacciata durante l'orbita attorno a Saturno, in grado di trasformarsi in maree solide alte fino a 1 metro, gli scienziati confermarono che anche la luna più grande del pianeta ospita uno strato di acqua liquida sotto la superficie.

Con una precisione inaspettata, la Cassini riuscì a misurare le variazioni dovute all'attrazione gravitazionale di Saturno e, quindi, a fornire informazioni sulla struttura interna del satellite.

Dato che anche Titano, nonostante sia un mondo di idrocarburi, è ricoperta di ghiaccio d'acqua come le altre lune nel sistema, gli scienziati ritengono che anche questo strato liquido sotterraneo sia acqua, forse abbastanza densa, una sorta di salamoia salata come il Mar Morto della Terra.

Il 14 aprile 2012, un altro incontro con un'altra luna ghiacciata, Teti, iniziò a svelare strani dettagli. Il flyby fu il più ravvicinato dopo quello di settembre 2005: al massimo avvicinamento, la Cassini passò a 9.100 chilometri dalla superficie, ma quelle che risultarono più interessanti furono le immagini in allontanamento (del giorno seguente), quando spiò l'emisfero sul lato opposto a Saturno. Teti è in rotazione sincrona per cui rivolge al pianeta sempre la stessa faccia, e la

A destra. In questa elaborazione in falsi colori, ripresa dalla wide angle camera della Cassini il 18 giugno 2014, durante il flyby T-102 su Titano, si nota come il vortice al polo sud sia ancora presente, anche se, forse, meno imponente. L'immagine è stata composta assemblando insieme i filtri in colori naturali rosso, verde e blu e due lunghezze d'onda in infrarosso, CB3 e MT3, una banda metano a cui il vortice risponde maggiormente. Nei mesi successivi, il polo sud entrò sempre di più in ombra e la Cassini sfruttò il momento per concentrarsi sui laghi e mari del polo nord ormai completamente inondati dalla luce del Sole e in piena estate.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today.

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