Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 70

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Coelum Astronomia

l'anomalia termica si estenda per l'intera zona. Secondo gli autori di uno studio, pubblicato su Nature Astronomy a marzo 2017, tali valori indicherebbero che l'oceano si trova a soli 2 chilometri di profondità e l'individuazione di un possibile “solco dormiente” suggerisce, inoltre, attività geologica episodica.

A poco più di un anno di distanza dei risultati su Rea, la Cassini tornò a sniffare ioni di ossigeno molecolare attorno a un'altra luna di Saturno, Dione, confermando nuovamente la presenza di un'esosfera. Con una densità di 90.000 molecole per metro cubo, l'atmosfera del satellite potrebbe essere paragonabile a quella terrestre a 480 chilometri di quota. Anche in questo caso, l'ossigeno sembra derivare dal bombardamento delle particelle cariche provenienti dal Sole e dallo spazio sulla superficie ghiacciata. Di sicuro questa scoperta fu una sorpresa perché fino a quel momento Dione non era considerata abbastanza grande da riuscire a trattenere dei gas attorno a sé.

A maggio 2012 le fotocamere della Cassini osservarono un altro grande evento nel sistema di Saturno: Titano iniziava a mostrare uno strano cappello in corrispondenza del polo sud.

Tuttavia, all'epoca e fino alla fine del mese, la Cassini orbitava all'incirca sul piano equatoriale di Saturno, per cui il satellite veniva osservato per lo più di profilo con l'anomalia che appariva solo come un rigonfiamento brillante in corrispondenza del polo, difficile da decifrare. Le immagini ricordavano molto qualcosa che la sonda osservò all'inizio della missione ma al polo nord.

Sopra. A sinistra. Una mappa di Encelado ripresa in luce visibile, con sovrapposta la fascia di terreno scandagliata dal SAR il 6 novembre 2011. La regione è a 45 gradi di latitudine sud. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute.

A destra. Un mosaico di tre immagini riprese dalla Narrow Angle Camera della Cassini nel visibile il 21 novembre 2009 durante il flyby E-8 su Encelado. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today.

Nella pagina seguente. Alcune immagini di Titano, riprese con differenti filtri a bordo del sistema di ripresa della Cassini

In alto a sinistra, filtri cb3, mt1, mt3, bl1 dell'11 maggio 2012; a destra cb3, mt2, P0 cb2, P60 CB2, p120 CB2, bl1, uv3 del 17 maggio 2012; in basso a sinistra, una sequenza in cb3 del 22 maggio 2012; a destra, una elaborazioni in falsi colori cb3 con ingrandimento sempre del 22 maggio 2012. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today.

Sopra. A destra. Un mosaico di tre immagini riprese dalla Narrow Angle Camera della Cassini nel visibile il 21 novembre 2009 durante il flyby E-8 su Encelado. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Sopra. A sinistra. Una mappa di Encelado ripresa in luce visibile, con sovrapposta la fascia di terreno scandagliata dal SAR il 6 novembre 2011. La regione è a 45 gradi di latitudine sud. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute.