Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 61

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Nella pagina precedente, in basso. A sinistra. Un'elica incredibilmente grande fu fotografata dalla Cassini vicino alla divisione Encke un paio di giorni dopo l'equinozio dell'agosto 2009. In base all'ombra proiettata, la caratteristica era alta circa 130 chilometri, pertanto al suo interno doveva nascondere una luna di almeno 400 metri di diametro. Il dettaglio visibile qui è stato tagliato ed ingrandito.

Nella pagina precedente, in basso. A destra. La mini-luna informalmente chiamata “Earhart” all'interno dell'anello A, ripresa dalla Cassini alla migliore risoluzione durante il Grand Finale. Lo scatto è stato ottenuto in luce visibile il 22 marzo 2017 dalla Narrow Angle Camera da una distanza di 111.000 chilometri.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora.

Sotto, a sinistra, un'immagine dell'anello B ripresa il 21 agosto 2008. I raggi appaiono scuri per angoli di fase (incidenza della luce solare) bassi, mentre sono luminosi per angoli di fase alti. Sotto, a destra, il bordo frastagliato dell'anello B ripreso dalla Narrow Angle Camera della Cassini il 26 luglio 2009, un paio di settimane prima dell'equinozio. Qui, le strutture verticali torreggiano fino a 2,5 chilometri al di sopra del piano degli anelli. Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today.

Sempre nascosta tra gli anelli, in orbita tra Giano e Mima all'interno della fascia più brillante dell'anello G, il 2 marzo 2009 venne annunciata la scoperta di Aegaeon, la più piccola luna nota di Saturno con un raggio medio di 0,12 chilometri, scovata tra le immagini della Cassini del 15 agosto 2008.

Nel frattempo, il sistema di Saturno stava cambiando sotto gli occhi elettronici della Cassini con l'avvicinarsi dell'equinozio.

L'anello B iniziava a mostrare straordinari effetti coreografici dovuti al modo in cui le particelle più piccole diffondono la luce solare, ormai diretta quasi in linea con il piano degli anelli. Il bordo esterno dell'anello sfoggiava tra le più alte strutture mai osservate.

Il 3 gennaio 2009, la Wide Angle Camera della Cassini riuscì finalmente a vedere il curioso esagono al polo nord di Saturno in luce visibile per la prima volta dall'inizio della missione. Le ultime foto risalivano alla Voyager trent'anni prima: da allora l'emisfero settentrionale del pianeta era piombato nell'oscurità del periodo invernale.

Oggi sappiamo che l'esagono si estende per circa 30.000 chilometri ed è assimilabile a una corrente a getto con venti a circa 322 chilometri orari.

L'occhio del ciclone centrale, invece, si trova a 2.000 chilometri di quota ed è circa 50 volte più grande dell'occhio di un uragano terrestre di media entità. Per saperne di più sull’enigmatico “Esagono di Saturno” leggi l’articolo su Coelum Astronomia 201.