Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 54

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Le riprese mostravano numerose “macchie scure” che nel gergo delle immagini radar indicano superfici lisce, immediatamente interpretate dagli scienziati come bacini di metano ed etano. Furono individuati anche diversi canali evidentemente scolpiti dallo scorrere di un fluido. Titano diventava così l'unico altro mondo del Sistema Solare, oltre la Terra, noto per ospitare liquidi stabili in superficie, idrocarburi invece di acqua.

Il 15 settembre dello stesso anno la Cassini riprese uno dei due spettacolari mosaici globali di Saturno in controluce. Gli scienziati utilizzano queste viste uniche per scoprire le caratteristiche più deboli degli anelli. Le immagini che formano la composizione furono scattate nell'arco di 12 ore, da una distanza approssimativa di 2,2 milioni di chilometri da Saturno, dalla Wide Angle Camera della sonda con i filtri infrarosso, ultravioletto e clear (nessun filtro) rielaborati per ottenere una vista in colori naturali.

Il 21 gennaio 2007, la sonda prese di nuovo un mosaico globale di Saturno ma questa volta dall'alto, con un'elevazione di 60 gradi rispetto al piano degli anelli, mai raggiunta nelle orbite precedenti. Nella composizione in colori naturali, ottenuta assemblando i filtri rosso, verde e blu in 27 immagini, il pianeta sovraesposto è stato deliberatamente rimosso, lasciando protagonisti assoluti gli anelli color rame.

Invece, elevazioni quasi in linea con gli anelli e particolari condizioni di illuminazione e di ombra, permisero alla Cassini di osservare le caratteristiche più deboli, come gli archi di materiale co-orbitante con le lune Antea e Metone.

Il 13 marzo 2008 la Cassini annusò e assaggiò i geyser di Encelado, per la prima volta, durante il terzo flyby E-3 sulla luna di Saturno. La sonda volò a circa 15 chilometri al secondo tra i getti provenienti dalle fratture del polo sud. Il team attivò sia lo Ion and Neutral Mass Spectrometer che il Cosmic Dust Analyzer che, però, per un inspiegabile “incidente” software, non raccolse alcun dato proprio nel momento del massimo avvicinamento.

Ad ogni modo, le informazioni furono preziose e

A sinistra. La Terra e la Luna (che appare come un rigonfiamento in alto a destra) sono qui incorporate all'interno dell'anello G in questa seconda immagine “Pale Blue Dot” dai tempi della Voyager 1! Crediti: NASA/JPL/Space Science Institute.