Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 52

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La Huygens, però, non vide alcun fulmine su Titano perciò gli scienziati ipotizzarono che la sua atmosfera si comportasse come un circuito elettrico gigante, con correnti elettriche generate da un effetto dinamo causato dalle interazioni tra la ionosfera e la magnetosfera di Saturno. La scoperta venne inoltre interpretata come la prima testimonianza di un oceano sotterraneo nascosto: questo in basso, e la ionosfera in alto, potevano rappresentare i due strati conduttori in grado di confinare l'onda rilevata dagli strumenti.

Nuovi ambienti potenzialmente abitabili nel Sistema Solare!

D'altra parte, se Titano aveva mostrato così tante intriganti caratteristiche da tenere occupati gli scienziati per anni, a metà della missione primaria, arrivò un annuncio sensazionale che influenzò notevolmente gli obiettivi scientifici successivi: «La sonda della NASA Cassini potrebbe aver trovato le prove di riserve di acqua liquida che erutta in geyser come quelli di Yellowstone sulla luna di Saturno, Encelado. La rara presenza di acqua allo stato liquido così vicino alla superficie solleva molte nuove domande sulla misteriosa luna».

«Ci rendiamo conto che quella di avere acqua allo stato liquido in un corpo così piccolo e così freddo può sembrare una conclusione estrema», aveva dichiarato lo scienziato capo del team di imaging della Cassini, Carolyn Porco, «ma se abbiamo ragione, abbiamo notevolmente ampliato la gamma di ambienti potenzialmente abitabili del Sistema Solare».

Così veniva annunciata il 9 marzo del 2006 una delle più emozionanti scoperte della missione Cassini.

Oggi sappiamo che Encelado è proprio uno dei mondi potenzialmente favorevoli allo sviluppo della vita microbica del nostro Sistema Solare: non solo contiene acqua allo stato liquido, ma un intero oceano globale a pochi chilometri sotto il guscio ghiacciato, con l'acqua che, a contatto con il nucleo roccioso, crea la chimica e l'energia adatta per sostenere la vita. I getti provengono da profonde fessure chiamate "tiger stripes" (letteralmente “strisce della tigre” perché la loro forma ricorda il disegno che è sul manto