Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 50

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Coelum Astronomia

Sopra, figura A. Questo mosaico di Giapeto è stato ottenuto assemblando le immagini in infrarosso, verde e ultravioletto riprese dalla Cassini durante il flyby del 10 settembre 2007, da una distanza di circa 73.000 chilometri. Si nota la presenza delle montagne bicolore. Una delle ipotesi vuole che la doppia colorazione sia dovuta al materiale rilasciato da Febe, che ne oscurerebbe la brillante albedo. Crediti: NASA/JPL/Space Science Institute.

Figura B. Una suggestiva vista sulle montagne bicolore di Giapeto, ripresa dalla sonda Cassini durante il flyby del 10 settembre 2007. Una delle ipotesi vuole che la doppia colorazione sia dovuta al materiale rilasciato da Febe, che ne oscurerebbe la brillante albedo. Il mosaico è stato assemblato con i filtri infrarosso, verde ed ultravioletto ed ha una risoluzione approssimativa di 46 metri per pixel. Crediti: NASA / JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora / aliveuniverse.today.

Figura C. Composizione in colori naturali della cresta equatoriale di Giapeto, ottenuta utilizzando il filtro CL1 CL2 come rosso, il verde ed il VIO come blu. Tali rilievi sembrano molto antichi ma, l'assenza di evidenti segni di flessione nella litosfera indica che devono essersi formati quando Giapeto era già fredda. Durante gli anni sono state formulate diverse ipotesi per spiegare l'origine della cresta, ma la teoria più accreditata è che il satellite deve aver inglobato un anello di detriti dovuto alla presenza di un altro corpo poi distrutto o formatosi a seguito di un impatto. Le immagini sono state riprese dalla Cassini durante il flyby del 10 settembre 2007. Crediti: NASA / JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora / aliveuniverse.today.

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