Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 48

Arrivando da sotto il piano degli anelli, visti dalla Terra, la Cassini attraversò dapprima l'anello F e G alle 02:03 UT, 52 minuti prima del massimo avvicinamento. Circa 25 minuti dopo accese il motore principale per 96 minuti per completare l'inserimento orbitale SOI (Saturn Orbit Insertion), mentre volava a soli 19.000 chilometri dallo strato superiore delle nubi di Saturno. Dopo il completamento della manovra, la sonda fu orientata prima verso la Terra, per confermare l'esecuzione dei comandi (il segnale impiegava 84 minuti per raggiungere le antenne del Deep Space Network della NASA percorrendo circa 1,5 miliardi di chilometri) e poi verso gli anelli per ottenere quanti più dati possibili.

Le immagini degli anelli catturate durante l'inserimento orbitale sono rimaste le più ravvicinate mai ottenute, fino alle orbite strette del “Grand Finale”.

L'emisfero settentrionale di Saturno era avvolto nell'inverno e tinto di blu.

Il 26 ottobre 2004 segnò l'inizio di una lunga serie di incontri con la luna maggiore di Saturno, Titano.

Il 26 ottobre la Cassini volò alla distanza minima di 1.200 chilometri sulla superficie della luna, iniziando a rivelare le sue stravaganti caratteristiche. Il flyby modificò anche sensibilmente il periodo orbitale della sonda, che passava da circa 4 mesi a 48 giorni. Titano, a partire da quel momento, sarebbe diventato il “motore del tour”: con la sua massa considerevole, è stato l'unico altro corpo, a parte Saturno stesso, utilizzato dal team come “gravity-assist” per modificare l'orbita della Cassini e scegliere tra la grande varietà di percorsi che hanno permesso di esplorare ogni angolo del sistema.

La Huygens, che aveva viaggiato ancorata alla sonda madre per sette anni, venne sganciata il

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La meta: Saturno, il Signore degli Anelli

Sopra. 1 luglio 2004 - 3:52 UT

Crediti: NASA / JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora / aliveuniverse.today

Sotto. L'atmosfera superiore di Titano ripresa durante il T-B del 13 dicembre 2004, con i filtri rosso, verde, blu ed ultravioletto. È proprio quest'ultimo filtro a evidenziare maggiormente gli strati superiori. Lo scatto, ripreso sul lato in ombra della luna, evidenzia la diffusione della luce solare nell'atmosfera della luna. La scala dell'immagine è scala di 0,7 chilometri per pixel. Crediti: NASA / JPL-Caltech/Space Science Institute / Elisabetta Bonora / aliveuniverse.today