Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 230

Fasi prossime al Plenilunio, ci consentiranno di osservare i due lunghi segmenti grosso modo paralleli della raggiera provenienti dall'area del cratere Tycho, che dopo avere attraversato il settore ovest del mare Nubium vanno a terminare in prossimità di Bullialdus Valley. Analogamente, col sole alto sull'orizzonte lunare diverrà meglio percepibile la raggiera intorno a Bullialdus.

Come vedete anche a settembre le nostre proposte comprendono varie tipologie di strutture lunari, dalle zone di librazione al grande Albategnius, da Bullialdus con la sua particolare morfologia fino ai vari crateri "fantasma" del mare Nubium.

L'osservazione di queste formazioni lunari non è assolutamente limitata ai cosiddetti "grossi" telescopi ma anche il più piccolo strumento (almeno da circa 80/100 mm) in ottimali condizioni osservative meteorologiche e strumentali potrà fornire ottime soddisfazioni in presenza di due punti fermi:

A) "Cosa vogliamo vedere sulla Luna";

B) "Cosa ci consente di osservare un determinato telescopio".

Anche se, realisticamente, con un seeing favorevole diametri maggiori consentono osservazioni più dettagliate, non dimentichiamo che un telescopio intorno ai 300 mm in molti casi potrebbe rivelarsi eccessivamente impegnativo, col rischio di venire largamente sottoutilizzato e con la magra e triste soddisfazione di mostrarlo come inutile quanto antieconomico "trofeo" ad amici e astrofili. Pertanto, visto che il materiale su cui lavorare certamente non manca, buon lavoro a tutti e attendiamo i vostri report fotovisuali.

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al Periodo Geologico Pre-Imbriano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa. Infine sono altrettanto degne di nota le numerose dorsali e corrugamenti che si intersecano in questo settore del mare Nubium, interessando più o meno direttamente le strutture sopra citate, antichissimi fronti di avanzata dei flussi di materiale lavico. In modo particolare sarà molto interessante l'osservazione delle dorsali che si estendono fra i crateri Kies e Wolf.

Conclusione

Tutte le immagini presenti nella rubrica, salvo diversa indicazione, sono state realizzate dall’autore, Francesco Badalotti con un telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Esposizione di 2'30" a 7,5 fps a 1/9". Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, due contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 con filtri Wavelets + Color Mixing e ritocchi finali in Photoshop. Il telescopio si trova sul balcone al primo piano esposto a N-E-S fino a 15° oltre il meridiano. La postazione è semifissa e completamente protetta da uno specifico telo Geoptik.