Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 226

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Coelum Astronomia

La terza e principale

proposta è per la serata di

chiusura di questo mese,

il 30 settembre,

quando a partire dalle

20:00 circa andremo a

osservare il cratere

Bullialdus e i cosiddetti

"crateri fantasma" situati nel settore centro occidentale del mare Nubium. Nel caso specifico il nostro satellite sarà in fase di 10,5 giorni, Colongitudine 33.5°, illuminazione 74.3% a un'altezza iniziale di +24°41' e culminerà in meridiano alle 21:19 a +27° e anche in questa occasione ci ritroveremo a breve distanza dal terminatore lunare.

Guida all'osservazione

Bullialdus e i “crateri fantasma” del mare Nubium

La serata del 30 settembre, dovremo concentrare la nostra attenzione sulla porzione centro occidentale dell'antichissimo grande bacino da impatto noto come Mare Nubium (superficie di 254.000 km quadrati con diametro di 770 km) la cui origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Pre-Nectariano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa.

L'individuazione sul disco lunare della regione di Bullialdus non dovrebbe comportare alcun problema. Infatti basterà orientare il telescopio sul cratere Copernicus e poi spostarsi verso sud, dove le scure rocce basaltiche del mare Nubium agevoleranno l'individuazione del cratere Bullialdus isolato nella pianura, ben visibile anche in relazione alla sua elevata albedo rispetto all'area circostante.

Iniziando da Bullialdus, si tratta di una eccezionale formazione lunare con diametro di 63 km la cui origine risale al Periodo Geologico Eratosteniano collocato da 3,2 a 1 miliardo di anni fa. La cerchia montuosa intorno al cratere, ben definita e dalla conformazione regolare, raggiunge l'altezza di 3.500 m presentando estesi terrazzamenti, in modo particolare lungo il versante interno, oltre a linee di cresta che interessano gran parte della sommità delle pareti ancora in buono stato di conservazione e sulle quali potremo osservare vari piccoli crateri. Il fondo di Bullialdus appare relativamente poco esteso, avendo una larghezza mediamente intorno ai 30/35 km a causa della notevole superficie occupata dagli estesi terrazzamenti del versante interno delle pareti. Nella platea potremo osservare vari piccoli craterini alternati a modesti rilievi collinari, mentre in posizione centrale si innalza un imponente sistema montuoso composto da varie cime di cui la più elevata raggiunge i 1.000 m. La variegata morfologia di Bullialdus rende questa struttura estremamente interessante fino al punto da considerare questo cratere come un Copernicus in miniatura. Oltre ai già citati notevoli terrazzamenti della sua cerchia montuosa, tutta l'area circostante riporta molto evidenti i segni dell'intensissima craterizzazione. Provocata dalla ricaduta al suolo della gran mole di detriti, proiettati verso l'alto in seguito all'impatto originario, che ha interessato una vasta porzione del vicino mare Nubium, estendendosi per almeno un centinaio di chilometri con numerose catene e allineamenti costituiti da piccoli craterini, disposti radialmente intorno al cratere principale.