Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 218

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Coelum Astronomia

Berkeley 96

AR 22h 29m 49s

Dec +55° 23′ 47″

Iniziamo quindi a ridiscendere verso β Lac. Ancora 50' a sudest ed ecco un piccolo e compatto ammasso stellare: Berkeley 96. Utilizzando un telescopio da almeno 25 cm e spingendo al massimo gli ingrandimenti, questo giovane gruppo, vecchio solo 40 milioni di anni, composto da circa una ventina di componenti, rende ben evidente la condensazione centrale dove risiede la stella più luminosa, di tredicesima grandezza, assieme ad altre stelle vicine che sembrano irraggiarsi lungo quattro file disposte a “X”. Come tutti gli altri ammassi aperti della zona, esso giace nel braccio a spirale di Perseo, motivo per il quale la sua distanza è davvero enorme, valutata in 10.300 anni luce, e di conseguenza le sue dimensioni minute, pari a soli 2'. La sua stessa luminosità è resa di almeno 2 magnitudini più debole in quanto assorbita dalle polveri galattiche interposte lungo la visuale.

Sopra. Nell’immagine, al centro, si può notare il piccolo agglomerato di stelle catalogato con il nome Berkeley 96. Crediti DSS2.

Abell 79

AR 22h 26m 16s

Dec +54° 50’

Prestiamo ora attenzione all’area a nord di β Lac, racchiusa entro i confini con Cefeo. Tra le innumerevoli stelle che popolano questa ricca zona della Via Lattea è presente una bella planetaria, Abell 79, una delle più luminose tra le 88 presenti nel catalogo compilato nel 1966 da George Ogden Abell. Oggetti di questo tipo, che derivano dal rilascio di tutti gli strati di materia gassosa da parte di una stella di massa solare al termine della fase di gigante rossa, dovrebbero teoricamente essere sferici o per lo meno ovali, a seconda che l’angolo con il quale essi appaiano in direzione della nostra visuale sia o meno inclinato, come le classiche planetarie bipolari.

Ebbene, il caso di questa planetaria è davvero singolare, poiché essa presenta due braccia che partono dal

Immagine di Abell 79. Crediti: Tom Carrico.