Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 217

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La sigla FSR sta a indicare il catalogo di ammassi stellari compilato nel 2007 da Froebrich, Scholz e Raftery, analizzando densità stellari su dati ottenuti con i telescopi Two-Micron All-Sky Survey (2MASS) nell’infrarosso. Tale ricerca, eseguita lungo il piano galattico, portò a rilevare su un totale di 1788 oggetti candidati come ammassi stellari – alcuni dei quali già noti, precisamente 681 ammassi aperti e 86 globulari – ben 1021 nuovi probabili ammassi.

Il Catalogo FSR

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FSR 384

Più a nord, lungo il bordo nord-orientale della costellazione, è il momento di ricercare un altro piccolo ammasso stellare, FSR 384. La disposizione delle sue stelle, meno di una quarantina e con luminosità comprese tra la 12a e la 13a grandezza, ricorda una V rovesciata o una punta di freccia larga 3,4' d’arco.

Un terzetto di variabili

Segnalo ora, entro 1° a nordest da quest'ultimo, la presenza di tre variabili del tipo δ Cep che, pur non esibendo escursioni fotometriche di eccezionale ampiezza, possono però essere

seguite con una certa comodità, sia perché vicine tra loro, ma soprattutto perché in zona certo non mancano stelle di riferimento: la più vicina, 20' d’arco a nordest, è V Lac, che oscilla tra le magnitudini +8,38 e +9,42 in 5 giorni; altri 40' lungo la stessa direzione ed ecco RR Lac, le cui escursioni luminose avvengono entro il range di magnitudini +8,38 e +9,3 in 6,4 giorni. Infine, 23' a nordest di quest’ultima, Z Lac, che varia tra entro +7,88 e +8,93 in 10,9 giorni.

Localizziamo le variabili

HJ 1791 (SAO 34602)

AR 22h 35m 38,9s

Dec +56° 51’ 39,6”

Proprio a ridosso del bordo settentrionale con Cefeo e non lontano da δ Cep, è presente una bellissima doppia HJ 1791 (SAO 34602), catalogata da Herschel (da cui le iniziali nella sigla). È situata a metà strada, poco più spostata a nord, tra le stelle di quinta grandezza HD 214665 (mag. +5,1) e HD 213930 (mag. +5,7), reperibili con un semplice binocolo.

La coppia, separata da 17,2" d’arco, si distingue bene in un campo riempito all’inverosimile di stelle di 11a e 12a magnitudine. La primaria, di magnitudine +7,7, è di tonalità giallognola mentre la secondaria, di due ordini di grandezza più

debole, è bianco-azzurra. Una terza

componente, di undicesima grandezza, è separata

dalle prime da quasi 90" d’arco ma non venne inclusa nel catalogo redatto da Herschel. Da oltre due secoli, l’angolo di posizione e il moto delle due componenti principali sono rimasti pressoché invariati. Per poter osservare bene la coppia è raccomandabile ingrandire al fine di far uscire dal campo le due vicine stelle di quinta grandezza che altrimenti disturbano la percezione dei colori. Nello stesso campo, bella da notare, è la catena di stelle diretta a sudovest, che induce la curiosità di seguirla per vedere dove porta.