Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 192

PIANETI

Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il mese di luglio e agosto 2017.

Mercurio

Mag. da +3,4 a –1,4; Diam. da 10,0" a 5,1".

Osservabile poco prima dell’alba

Tranne i primi giorni di settembre, in cui la sua distanza dal Sole lo renderanno quasi invisibile, perso nella luce del mattino, soprattutto a partire dal 10 settembre in poi e per il resto del mese, Mercurio sarà sempre più facilmente osservabile la mattina, indicativamente dalle 5:30 in avanti. Raggiungerà la magnitudine 0 il 10 settembre, per poi divenire sempre più luminoso. Lo troveremo, poco prima del sorgere del Sole, tra le stelle del Leone fino al 26 settembre, e poi, fino a fine mese, nella costellazione della Vergine. Il 4 settembre sarà stazionario, e poi si avvierà velocemente verso la massima elongazione ovest dal Sole del 12 settembre, quando disterà circa 18° dalla nostra stella. Il 15 settembre il piccolo pianeta passerà al perielio.

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celeste), e l’equatore celeste prende anche il nome di punto omega, o “Primo punto della Bilancia” (così chiamato perché un tempo si proiettava in quella costellazione, mentre ora – a causa dei moti di precessione – si trova nella regione occidentale della Vergine, tra le stelle eta e beta Virginis).

Per quanto possa sembrare strano, la data “classica” del 21 settembre è proprio quella in cui l’equinozio

d’autunno non si verifica mai (con due piccolissime eccezioni nel 2092 e 2096, calcolando però l’orario in Tempo Universale). Per il resto, le date canoniche dell’equinozio autunnale sono quelle del 22 e 23 settembre, anche se può sporadicamente accadere che l’autunno inizi addirittura il 24 settembre! L’ultima volta è successo da noi nel 1935 (equinozio alle 0:30 del 24), e per la prossima bisognerà aspettare addirittura il 2303.

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, la data dell’equinozio non è quella in cui le ore di luce e di buio sono equamente divise… Per questioni principalmente legate alla rifrazione

atmosferica – che all’alba anticipa il sorgere del Sole e al tramonto lo ritarda – alle nostre latitudini la parità (detta “equilux”) viene infatti raggiunta solo due o tre giorni dopo l’equinozio di autunno (e prima di quello di primavera): quest’anno cade il 25 settembre.

La durata della notte astronomica salirà mediamente a quasi 8,5 ore (7,6 ore a inizio mese, 9 ore alla fine).

In sostanza, dopo le ore 21:00 il Sole sarà già sceso a –18° sotto l’orizzonte, segnando la fine del crepuscolo astronomico e consentendo di compiere osservazioni deep-sky fino alle 5:00 del mattino.