Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 186

Coelum Astronomia

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Per la fotografia notturna è molto importante non scattare esclusivamente in JPG, perché questo formato d’immagine non conserva tutte le informazioni che la fotocamera registra al momento dello scatto. Il JPG viene compresso ed elaborato dalla reflex immediatamente, comportando una perdita di buona parte del segnale acquisito. Il file RAW è invece un file grezzo, molto più pesante del JPG (in genere sono 25 MB contro 8 MB), e contiene molte più informazioni. Una volta elaborato con i programmi adatti (Photoshop è uno dei tanti) in fase di post-produzione possiamo agire liberamente sul bilanciamento del bianco e su numerosi altri parametri. Per chi non possiede Photoshop, bisogna considerare che le case madri delle fotocamere forniscono sempre assieme alla fotocamera un programma per sviluppare i propri file RAW (il software viene fornito solitamente al momento dell’acquisto o è scaricabile online, sul sito della casa madre).

Il file RAW

Per questo tipo di immagini consiglio di utilizzare il grandangolo più esteso che si possiede: io ho sfruttato il mio 11 mm, f/2,8 che su Aps-c diventa un 16 mm effettivo. Importantissimo è poi l’utilizzo del telecomando per lo scatto remoto, o i sistemi alternativi già accennati, in modo da evitare il micro-mosso dovuto alla pressione del tasto di scatto, oltre a permettere di eseguire scatti superiori ai 30 secondi per il paesaggio, che in questo luogo è molto scuro.

Per questa immagine ho sfruttato anche un astroinseguitore, che mi ha permesso di eseguire uno scatto di 60 secondi per il cielo mantenendo le stelle perfettamente puntiformi. Per quanto riguarda il paesaggio, la posa è stata comunque di 60 secondi ma ovviamente, l’inseguitore è stato disattivato (per evitare il mosso nel paesaggio stesso). Con questi semplici accorgimenti, utilizzando ISO abbastanza alti (in questo caso 1600), e l’apertura massima che consente l’obbiettivo, il risultato è davvero incredibile. Il triangolo estivo riempie perfettamente il fotogramma.

L’immagine regala, a chi osserva, l’impressione di essere su di un altro pianeta e l’emozione che si prova, rendendosi conto che non è poi così difficile riuscire a catturare la luce proveniente dalla nostra galassia, è fantastica! Un tempo con la pellicola tutto era molto più difficile, ma la sensibilità dei sensori moderni permette di ottenere delle cose incredibili. Una veloce elaborazione in Photoshop per unire i due scatti e il gioco è fatto.

La Via Lattea regala sempre emozioni uniche: tutti i popoli della Terra ne sono sempre rimasti affascinati, creandole tutt’intorno una miriade di leggende straordinarie. Gli Egizi la consideravano come una controparte celeste del Nilo: un fiume chiaro che attraversava il cielo notturno esattamente come il Nilo attraversava le loro

Ora scattiamo

mozzafiato! La luminosità della Via Lattea era incredibile: si stagliava nel cielo in modo davvero impetuoso.

Dopo aver trovato il luogo migliore per poterla fotografare, un luogo che mi permettesse di includere nel mio paesaggio la Chiesetta che si trova proprio di fronte al Rifugio Locatelli, ho iniziato a compiere alcuni scatti di prova.

Innanzitutto, dopo aver montato la reflex sul treppiede, ho impostato la macchina fotografica in modalità manuale, in modo da avere la possibilità di decidere i settaggi migliori. Una cosa importantissima per le fotografie notturne è l’utilizzo del file RAW, possibilità che si trova ormai su tutte le reflex oggi in commercio.