Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 181

Personalmente devo dire di preferire sempre e comunque l'immagine dell’H-alfa elaborata in grigio e il file HRGB: la profondità resa dalla ripresa nella banda dell’idrogeno, specialmente se la ripresa è effettuata con filtri H-alfa molto stretti, come ad esempio 6 o 3,5 nanometri, esercita su di me un fascino davvero particolare. Di sicuro però non tarderò a proporre anche altri soggetti, realizzati in differenti palette: l'esercizio mentale al quale questo tipo di elaborazione ti costringe mi ha soddisfatto e divertito moltissimo!

Spero che questo piccolo viaggio tra i colori della Nebulosa Rosetta vi sia piaciuto e allo stesso modo spero che le differenti palette con le quali ho reso questa bella nebulosa in Monoceros vi abbiano incuriosito e magari dato lo spunto per compiere qualche prova.

Per quanto mi riguarda, attualmente mi sono già attrezzato per riprendere in L-H-RGB-OIII-SII la nebulosa SH2-101, nota anche come “Nebulosa Tulipano”.

Spero davvero che questo nuovo soggetto risulti appagante e divertente per me come come lo è stata la Rosetta.

Light frame: i frame, cioè le singole immagini di ripresa del soggetto astronomico.

Bias frame: uno o più frame di tempo 0, ripresi a otturatore chiuso nelle stesse condizioni , che servono per togliere alle immagini il rumore di lettura elettronico ai frame light.

Dark frame: simile al bias, ma viene eseguito nelle stesse condizioni di temperatura, ed è della stessa durata, dei frame light, rilevando in questo modo anche il rumore termico.

Flat frame: è un frame ripreso con un apposito schermo luminescente a led, per togliere dai light ombre di grani di polvere, vignettatura, per correggere cioè tutti i difetti del treno ottico utilizzato.

File di somma: è un file che appunto è la somma pura delle esposizioni multiple fatte sul

soggetto, una volta calibrati con flat, bias e dark.

File di sigma: è anch’esso una somma dei singoli frame ottenuti, ma a differenza della somma pura interviene un apposito algoritmo, simile alla media, che taglia i valori estremi o i dati che non sono presenti su tutte le immagini (ad esempio il transito di un satellite su uno dei subframe viene cancellato). Restituisce un'immagine molto più pulita ed esente da rumore elettronico rispetto alla somma, però contiene un numero più basso di livelli di grigio (per questo avremo cura di preservare l'immagine di somma, con i suoi circa 2,5/2,6 milioni di livelli, salvandola a 32 bit).

DDP: un algoritmo di MaxIm DL (programma per l’elaborazione delle immagini astronomiche) che esalta i dettagli deboli e di luminosità media, e abbassa le luci molto alte, ottimo se usato su file a 32 bit.

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Qualche spiegazione è dovuta sui termini tecnici un po' ostici per chi non elabora fotografie astronomiche.