Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 152

Non restava che far costruire un utensile “enorme”. Ma il peso sarebbe stato ora ben superiore ai 200 kg! Un problema da risolvere porta a nuove idee: perché non costruire un utensile in alluminio, magari nella sua lega più dura chiamata Ergal? I grani di carborundum avrebbero forse potuto impastarsi nell’alluminio, ma non conoscevo nessun ottico che aveva fatto questa esperienza e venni consigliato di non perdere tempo con questa idea. Decisi però di fare comunque una prova, lavorando sull’alluminio uno specchio più piccolo. Avendo a disposizione un vetro di 350 mm di diametro, utilizzai un utensile in Ergal da 450 mm di diametro. Tutto andò benissimo!

Feci quindi realizzare un utensile in Ergal da 1250 mm di diametro, partendo da una lastra di 50 mm di spessore.

Era l’autunno del 2013 e, dopo due anni di lavoro, si ripartiva da capo con la smerigliatura dello specchio primario.

Dopo aver ripassato i vari abrasivi e dopo circa 70 ore di lucidatura lo specchio era finalmente tornato lucido e quindi misurabile otticamente.

Questa volta lo specchio risultava leggermente iperbolico al reticolo di Ronchi, per fortuna però

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Sopra. Immagini intra-focali al reticolo di Ronchi durante la fase iterativa di parabolizzazione dello specchio, a confronto con l’immagine teorica; spesso la turbolenza dell’aria ha reso difficoltosa la misura. Inoltre la parte inferiore di ogni Ronchigram è un po’ spanciata per l’appoggio in verticale non perfetto dello specchio, ma solamente durante la misura.

Sotto. Risultati finali delle misure di forma dello specchio utilizzando la maschera di Couder e il banco ottico di Foucault.