Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 149

www.coelum.com

149

A sinistra. Fotografia del 1993 su pellicola T-Max 3200 della stella doppia zeta nella costellazione del Bootes, con le componenti separate di 0,9 secondi d’arco, ottenuta con il telescopio Dobsoniano da 280 mm e proiezione tramite oculare da 6,4 mm, inseguimento su tavola equatoriale. Esposizione di 0,5 secondi.

raffreddamento, ho illuminato il vetro con luce polarizzata in modo da verificare la presenza di effetti di birifrangenza indotti proprio da tensioni nel vetro.

Il vetro è risultato essere sì tensionato ma in maniera assolutamente accettabile. Su questo vetro piegato ho misurato una focale di 5 metri e 5 centimetri, molto prossima alla focale voluta di 5 metri, mentre le dimensioni del fuoco sono risultate essere di circa 25 mm di diametro: la lavorazione della superficie ottica avrebbe dovuto far diminuire le dimensioni del fuoco a una decina di micron, migliorando le ondulazioni presenti sulla superficie del vetro da 250 micron a 100 nanometri o meno, ovvero migliorandone l’accuratezza di ben 2500 volte!

La lavorazione ottica è stata effettuata in un box con l’aiuto di mio padre, fortunatamente pensionato e in forze, senza il quale sarebbe stato impossibile portare a termine il progetto.

I primi due anni di lavorazione, come vedremo, si sono conclusi con un insuccesso, necessario però ad acquisire l’esperienza per poter poi completare

lo specchio.

Inizialmente abbiamo preparato un tavolo in legno, il cui ripiano era costituito dall’utensile convesso in ferro tornito in officina con l’opportuno raggio di curvatura di 10 metri e di diametro esterno di 960 mm, ovvero circa 50 mm più piccolo dello specchio. Sopra questa forma sono stati incollati circa 60 dischetti piani in vetro dello spessore di 10 mm e diametro 100 mm. Tutta la lavorazione ottica è stata eseguita muovendo a mano, in due, lo specchio sopra l’utensile con un movimento spingi-tira a zig-zag. Tra specchio e utensile si mette un sottile strato di abrasivo, nella fattispecie carborundum, che non è

Sopra. Frange di interferenza dello specchio terziario piano deviatore da 160 mm di asse minore.

Nella pagina precedente. Lo specchio da 1 metro di diametro pronto per essere installato nel telescopio.

A sinistra. Effetti di birifrangenza osservati attraverso il disco di vetro dello specchio primario illuminato con luce polarizzata allo scopo di verificare la presenza di tensioni indotte dalla piegatura in forno.

Sopra. Lo specchio già piegato a forma di menisco, ma prima della lavorazione ottica, illuminato e osservato nel suo centro di curvatura.