Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 146

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Coelum Astronomia

Dicembre 2013: mentre tutti eravamo in attesa dell’incredibile spettacolo che avrebbe dovuto offrire la C/2012 S1 ISON, poi dissoltasi come neve al Sole una volta vicina alla nostra stella, crebbe oltre le previsioni la C/2013 R1 Lovejoy che nei primi giorni dell’ultimo mese di quell’anno scese al di sotto della quinta magnitudine e fu facilmente rilevabile a occhio nudo. Ma fu la sua coda di gas ad impressionare. Nelle foto superò infatti abbondantemente i 10° di lunghezza mentre in visuale il valore si dimezzò. Il suo calo fu lento, tanto che un mese dopo era ancora straordinariamente bella.

Un anno dopo, a fine 2014, fece capolino dall’emisfero australe la C/2014 Q2 Lovejoy, ennesima luminosa scoperta dell’astrofilo Terry Lovejoy. L'“astro chiomato” diventò protagonista nei primi mesi del 2015, andando oltre la luminosità prevista. Così l’oggetto, che doveva forse a malapena mostrarsi a occhio nudo, brillò invece di quarta magnitudine verso l’epifania, in concomitanza con il passaggio alla minima distanza dalla Terra (0,47 UA). Pur non esaltando, fu osservabile con piccoli binocoli perfino dalle città. La cometa mancò purtroppo di una coda convincente in visuale e questo la penalizzò. Da ricordare il suo passaggio nei pressi della nebulosa Planetaria del Perseo M 76, la “Piccola Dumbell”. Il suo affievolimento fu molto lento, tanto che rimase osservabile in strumenti minimi fino alle porte dell’estate, dopo essersi arrampicata in cielo fino a sfiorare la Stella Polare.

A dicembre 2015 ecco la C/2013 US10 Catalina, che delude le aspettative pur arrivando comunque alla soglia della visibilità ad occhio nudo. Bella da osservare la sua doppia coda.

Dopo questo oggetto comincia un periodo davvero poco favorevole, che tuttora continua...

Sotto. Tanto per non ricordarcela soltanto come “il fallimento del secolo”, ecco come appariva la ISON in una fotografia ripresa in remoto dall'inglese Damian Peach alle 12:08 TU del 15 novembre 2013.

La cometa, sebbene meno straordinaria del previsto, si mostrava però con una coda davvero spettacolare lunga più di 3°. In quella data la ISON si trovava nella Vergine; la galassia visibile nel campo in alto a destra è la NGC 4697.