Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 141

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Sopra. Una fotografia del 7 giugno 2006 che mostra i frammenti più grandi, B e C, della cometa 73P Schwassmann-Wachmann 3, mentre continuano a viaggiare di conserva.

Nell’autunno del 2006 arrivò un’altra bella cometa, sia pur non troppo luminosa, la C/2006 M4 Swan. Un outburst verso fine ottobre la trasformò però per qualche giorno in un oggetto vistoso, osservabile anche senza strumenti, che al binocolo mostrò una impressionante coda. Anche la chioma, piccola nei giorni precedenti l’outburst, divenne enorme. La Swan, in quel momento, era vicina al grande Ammasso di Ercole e ciò diede forma a un quadretto indimenticabile.

Tra fine 2006 e inizio 2007 si accese in cielo un autentico “mostro”. La C/2006 P1 McNaught. Questa cometa avrebbe sicuramente preso il posto della Hale-Bopp nei nostri ricordi se la geometria dell’incontro avesse favorito maggiormente il nostro emisfero. Invece dalle nostre parti fu avvistata vicinissima al Sole. Nonostante ciò, raggiungendo l’incredibile magnitudine di –6 (contro il “misero” –0,8 della Hale-Bopp) fu facilmente osservabile per i pochi che la cercarono in condizioni difficili. La grandissima luminosità la rese visibile a occhio nudo in pieno giorno, con tanto di coda appena accennata. Ricordo una mia osservazione a occhio nudo nel primo pomeriggio, con l’oggetto a soli otto gradi dal Sole. Nascosi quest’ultimo con la mano tendendo il braccio, riuscendo a osservare lì a fianco la cometa e una corta coda… Certo nell’emisfero australe assistettero a ben altro spettacolo, che noi abbiamo ammirato nelle foto che da lì giungevano e che immortalavano la McNaught con la sua piccola e brillantissima testa da cui fuoriusciva una fenomenale coda incurvata ed estesa a dismisura, che faceva capolino anche da noi.