Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 139

con un minimo ausilio ottico. L’oggetto rimase accessibile a piccoli strumenti per qualche mese e sicuramente è da ricordare come uno dei più belli del nuovo millennio.

A fine 2002, la sungrazer C/2002 V1 NEAT si avviava a sfiorare il Sole e contemporaneamente, per molti esperti, ad andare incontro alla sua morte. La “Kamikaze”, a inizio febbraio 2003, fu visibile in condizioni critiche dopo il tramonto, bassissima sull’orizzonte. Grazie a un outburst per qualcuno arrivò addirittura al di sotto della prima magnitudine. Altre stime la valutarono comunque tra la seconda e la terza grandezza. Il suo grado di

condensazione molto marcato la rese visibile, pur

con difficoltà, a occhio nudo. Personalmente ricordo di averla vista senza strumenti da oltre 2000 metri di quota in una serata freddissima. La V1 NEAT smentì comunque gli esperti che l’avevano data per spacciata, sopravvivendo al suo passaggio ravvicinato al Sole.

Nell’aprile del 2004 la C/2004 F4 Bradfield si mostrò a sua volta bassissima sull’orizzonte, ma all’alba. Tra le accese luci del crepuscolo mattutino non fu banale da individuare per i visualisti.

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Nella pagina precedente in alto. Davvero interessante questo documento proposto da Alessandro Dimai (Osservatorio di Cortina). Le comete Hale-Bopp e Ikeya-Zhang sono messe a confronto sfruttando la congiunzione che ambedue hanno avuto (la Hale-Bopp il 27 marzo 1997) con M31. Non c’è che dire, la differenza è notevole…

A destra. La cometa Bradfield è passata al perielio nell’aprile 2004 e il suo transito vicino al Sole (circa 2,5 milioni di km) è stato monitorato dal coronografo LASCO della sonda SOHO. L’immagine, ripresa il 18.04.04 alle 12:54 TU, mostra una parte della lunga coda di polveri che nei giorni successivi ha continuato ad allungarsi, raggiungendo gli

oltre 30 milioni di chilometri.