Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 138

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Coelum Astronomia

Sotto. In questa splendida fotografia a largo campo (circa 3° l’estensione della coda), il giapponese Shigemi Numazawa ha ripreso la Ikeya-Zhang, durante uno dei più imponenti fenomeni di sconnessione della coda, verificatosi il 18 aprile 2002. L’oggetto è risultato interessante anche perché, a parte la sua bellezza, si ritiene che sia un ritorno della Grande Cometa del 1661 osservata da Hevelius. La stella più luminosa in alto è la SAO 34614 di mag. +7,6, mentre proprio davanti la testa della cometa si trova l’ammasso aperto NGC 7380 associato alla nebulosità SH2-142. La ripresa è stata ottenuta con una Camera Schmidt 200/220/300 f/1,5: esposizione di 3 minuti su pellicola H2TP4415.

A fine 2002, la sungrazer C/2002 V1 NEAT si avviava a sfiorare il Sole e contemporaneamente, per molti esperti, ad andare incontro alla sua morte. La “Kamikaze”, a inizio febbraio 2003, fu visibile in condizioni critiche dopo il tramonto, bassissima sull’orizzonte. Grazie a un outburst per qualcuno arrivò addirittura al di sotto della prima magnitudine. Altre stime la valutarono comunque tra la seconda e la terza grandezza. Il suo grado di condensazione molto marcato la rese visibile, pur con difficoltà, a occhio nudo. Personalmente ricordo di averla vista senza strumenti da oltre 2000 metri di quota in una serata freddissima. La

V1 NEAT smentì comunque gli esperti che l’avevano data per spacciata, sopravvivendo al suo passaggio ravvicinato al Sole.

Nell’aprile del 2004 la C/2004 F4 Bradfield si mostrò a sua volta bassissima sull’orizzonte, ma all’alba. Tra le accese luci del crepuscolo mattutino non fu banale da individuare per i visualisti. Qualcuno la stimò di +2,6 magnitudini. Altre osservazioni la diedero non lontano dalla quarta magnitudine. In foto mostrò una lunga e stretta coda molto fotogenica.

A destra. La cometa Bradfield è passata al perielio nell’aprile 2004 e il suo transito vicino al Sole (circa 2,5 milioni di km) è stato monitorato dal coronografo LASCO della sonda SOHO. L’immagine, ripresa il 18.04.04 alle 12:54 TU, mostra una parte della lunga coda di polveri che nei giorni successivi ha continuato ad allungarsi, raggiungendo gli

oltre 30 milioni di chilometri.

Nella pagina precedente in alto. Davvero interessante questo documento proposto da Alessandro Dimai (Osservatorio di Cortina). Le comete Hale-Bopp e Ikeya-Zhang sono messe a confronto sfruttando la congiunzione che ambedue hanno avuto (la Hale-Bopp il 27 marzo 1997) con M31. Non c’è che dire, la differenza è notevole…