Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 137

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Osservo assiduamente le comete ormai da una ventina d’anni e credo di potermi definire un buon testimone in grado di indicare le più significative che si sono succedute in questo inizio di terzo millennio. Comincio subito col dire che in questo lasso di tempo, per noi osservatori boreali, è mancata una “grande cometa”, quella cioè con tutti i crismi (luminosità elevata e geometria favorevole all’osservazione).

Dobbiamo infatti risalire a oltre vent’anni fa e alla magnifica Hale-Bopp per ricordarci qualcosa di davvero spettacolare e impattante. Nell’emisfero australe invece, con nostra grande invidia, gli osservatori di comete, nel frattempo, si sono goduti un paio di oggetti davvero notevoli. Eppure anche da noi gli spunti non sono mancati e a ben analizzare la situazione forse qualche grande cometa l’abbiamo vista o intravista pure noi.

Ma partiamo in questo viaggio nel tempo, cominciando dall’inizio del nuovo millennio, dal luglio del 2000, quando fece la sua apparizione la C/1999 S4 Linear, scoperta nell’autunno dell’anno precedente. L’oggetto sfiorò la sesta magnitudine rendendosi visibile in piccoli binocoli. Niente di eccezionale... se non fosse per la sua inattesa fine.

Al passaggio al perielio infatti, sotto gli occhi degli appassionati, si sbriciolò in mille pezzi, fornendo uno spunto interessante per le osservazioni e lo studio.

Un anno dopo, ecco arrivare la C/2001 A2 Linear, che ai primi di luglio del 2001 si rese visibile a occhio nudo sotto cieli bui e cristallini, raggiungendo la quarta magnitudine.

Verso la fine di quello stesso anno un'altra cometa arrivò alla sesta magnitudine, mostrando una bella coda rilevabile facilmente anche con una modestissima strumentazione. Stiamo parlando della C/2000 WM1 Linear. Purtroppo, la sua scarsa altezza sull’orizzonte ne impedì una visione particolarmente proficua. In seguito,

avvicinandosi al perielio, si inabissò a latitudini

tali da renderla inosservabile per noi, mostrandosi però ancora più luminosa nell’emisfero australe, grazie a un outburst che la elevò alla terza magnitudine. Ancora una volta, fortunati gli osservatori australi!

Nella primavera del 2002 lo spettacolo fu garantito dalla splendida C/2001 C1 Ikeya-Zhang, associata in seguito a una cometa del passato di lunghissimo periodo. La denominazione cambiò quindi in P/153 Ikeya-Zhang. A marzo raggiunse una notevolissima terza magnitudine mostrandosi facilmente a occhio nudo. Stupenda la sua lunga coda, appena accennata ma rilevabile facilmente

Sopra. Questa incredibile ripresa compiuta con l’Hubble Space Telescope, realizzata il 5 agosto 2000, mostra come il nucleo della C/1999 S4 LINEAR si sia disintegrato in una miriade di piccoli frammenti. È la prima volta che si riesce ad ottenere una significativa testimonianza sulla reale composizione di un nucleo, probabilmente un agglomerato di “cometesimali” non più grandi di 30-50 metri, che in questa occasione si sono liberati per la completa vaporizzazione del “collante” (il mantello di sostanze volatili) che li teneva insieme.

Nella pagina precedente. Il 4-5 aprile 2002 ha rappresentato uno dei momenti più attesi da tutti gli astrofotografi del mondo. Proprio in questa data, infatti, l’Ikeya-Zhang avvicinava la parte settentrionale della Galassia di Andromeda, dando vita ad una congiunzione astronomica di rara bellezza. Questa splendida immagine della cometa Ikeya-Zhang che “avvicina” la Galassia di Andromeda è stata ripresa dall’austriaco Gerald Rhemann alle 19:01 TU del 4/4/2002.