Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 135

Claudio Pra

Appassionato di astronomia da più di un decennio, è particolarmente attivo nell’osservazione visuale di comete. Abita e dà sfogo alla sua passione per il cielo nel cuore delle Dolomiti bellunesi, ad Alleghe. È consigliere dell’Associazione Astrofili Agordini “Cieli Dolomitici” e divulgatore presso il Planetario di S. Tomaso. Cura la rubrica Comete su Coelum Astronomia.

non ti passano per la testa e concetti come grande cometa o inquinamento luminoso non sai proprio cosa siano. Davvero un gran peccato perché, fosse stato un sistemone del vecchio totocalcio, avrei fatto 13, potendo mettere nel cassetto dei ricordi un’incredibile cometa che forse non vedrò mai più.

L’anno seguente, grazie a Piero Angela e a una sua enciclopedia a fascicoli intitolata “L’universo”, cominciò la mia intensissima vita sotto il cielo stellato, che dura tuttora. Da allora non mi è sfuggito praticamente più niente di quel che succede lassù nella volta celeste e di comete ne ho osservate 150, inseguendole ovunque. Ma nessuna paragonabile nemmeno lontanamente alla grande cometa del 1997.

Sono passati 20 anni da allora, e le luci della ribalta sono ormai un lontano ricordo per Hale-Bopp. La cometa venuta da lontano, dopo averci fatto visita, ha superato il perielio e s’è allontanata di nuovo, proseguendo nella sua epica orbita da 2.500 anni. Al momento si trova a oltre 40 unità astronomiche dal Sole (cioè 40 volte la distanza Terra-Sole). Sebbene il grande pubblico non si interessi più a lei, alcuni astronomi non l’hanno mai persa di vista e continuano a seguirla nel suo peregrinare verso i confini del Sistema solare. Risale al 2011 il controllo effettuato grazie al potente telescopio da 2,2 metri di diametro dell’Osservatorio Paranal dell’ESO, in Cile, quando un gruppo di ricercatori guidati da Gyula Szabo è riuscito a distinguere la flebile luce di Hale-Bopp nella moltitudine di corpi celesti che ci separano. All'epoca, la cometa era stata avvistata a 30,7 unità astronomiche.

Da quel “check-up” è emerso che Hale-Bopp era ormai in punto di morte. Forse si trovava già in stato di totale ibernazione, ovvero uno stato nel quale non mostrava più alcuna attività. Di sicuro fino al 2007, quando distava 25,7 unità astronomiche, Hale-Bopp era ancora “viva”. Era circondata da una chioma prominente, inequivocabile indizio che, seppur lontana dal Sole, il suo cuore ghiacciato continuava a pompare gas e polveri nello spazio circostante.

I ricercatori hanno calcolato che nel 2007 la temperatura superficiale di questa palla di ghiaccio sporco era di 53,1 gradi Kelvin (-220 °C). Questi studi aiutano a stabilire la soglia oltre la quale le comete simili ad Hale-Bopp passano in modalità “off”.

Morta assiderata o no, di certo la cometa Hale-Bopp non tornerà in vita prima di due millenni, quando rientrerà nel sistema solare interno. A quel punto, baciata dal Sole, riprenderà a spruzzare gas e polvere e a dare nuovamente spettacolo!

Dove si trova la Hale-Bopp adesso?

di Daniela Cipolloni - Adattato da una news di Media INAF del maggio 2011

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