Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 130

nell'agosto 1996. In quei giorni feci riprese della cometa ed ebbi modo, con un leggerissimo filtro Larson-Sekanina, di evidenziare la grande attività della cometa, ancora molto lontana dal Sole, con almeno 4-5 getti che partivano dal suo nucleo. In quelle sere, l'astronomo Cremonese stava lavorando a cima Eckar (Osservatorio di Asiago) col telescopio da 1,82 m. Lo contattai dicendo quello che avevo rilevato, lui ci invitò a salire in Osservatorio per fargli vedere l'immagine. Beh... per me entrare per la prima volta in una cupola così grande, con un bestione simile al centro, è stata un’emozione incredibile!

Passato il momento di estasi, e mostrata l'immagine, anche l'astronomo rimase molto impressionato dalla chiara attività della cometa, rimanendo colpito dai risultati che noi astrofili potevamo ottenere con i nostri piccoli strumenti. Nei mesi seguenti continuai a fotografarla, durante tutto l'autunno e l’inverno, testimoniando il suo costante aumento di luminosità. Arrivati agli inizi della primavera del 1997, iniziai a fotografarla solo con obiettivi fotografici (135-50-24 mm), CCD DTA245 e filtri centrati a 647 nm e 620 nm.

Con il senno del poi... mi mangerei le mani, perché di quella splendida cometa, di mie foto personali non ne ho nemmeno una di bella, ma solo in bianco e nero, scattate con il solo scopo di ricavare dati e non di emozionare, cosa che, invece, tutti gli altri miei amici soci del CAST hanno fatto, portando a casa foto stupende di questa luminosissima cometa.

Però non ho mancato di osservarla e per me è rimasta vivida quella volta, a metà marzo 1997, quando ci recammo sul Monte Matajur per fotografarla e, mentre aspettavamo che uscisse a est da dietro le montagne slovene, abbiamo avuto modo di vedere apparire prima lentamente la dritta coda di ioni e poi, come una esplosione, la luminosissima coda di polveri e la chioma, in tutto il suo splendore… fu uno spettacolo mozzafiato!

Un'altra particolarità che ricordo di questa cometa, è stata la facilità con cui si potevano osservare le "strie" sulla coda di polveri e anche i particolari getti che si evidenziavano all'interno della sua chioma. La sua luminosità era così elevata che il segnale era sempre fortissimo e permetteva elaborazioni molto pesanti senza rumore o disturbi nelle immagini.

Per me è stata una bellissima presenza nel cielo serale per quasi sei mesi, visto che la si poteva osservare a occhio nudo, da marzo a settembre, anche dal centro della cittadina dove vivo io, nonostante il suo “buon” inquinamento luminoso. Era una presenza costante. Tante volte, a settembre, mi mettevo in veranda e, volgendo lo sguardo a ovest, la vedevo con facilità.

È stata magnifica anche proprio per tutto questo... quasi un’amica nel cielo notturno.

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