Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 128

costituita da atomi di sodio neutro estremamente veloci, scoperta dall’astronomo Gabriele Cremonese, a La Palma, nell’aprile 1997. Sull’onda di questa scoperta sono stati individuati casi analoghi sia in comete del passato, come nella Mrkos del 1958, che in comete successive, ad esempio la grande McNaught del 2007 e la piccola PanSTARRS del 2013.

L’eccezionale attività della Hale-Bopp ha permesso di seguire per la prima volta l’andamento globale delle principali emissioni gassose sia prima che dopo il perielio. Oltre alla presenza dominante dell’acqua (H2O per 2000 t/s al perielio) e dell’ossido di carbonio (CO, 20% rispetto all’acqua) sono state individuate, tra febbraio e maggio 1997, ben 28 molecole diverse tra cui alcune di grande importanza anche astrobiologica: anidride solforosa (SO2 in quantità dello 0,1% rispetto all’acqua); tioformaldeide (H2CS allo 0,2%); acido formico (CH2O2 allo 0,06%); formamide (CH3NO allo 0,01%); formiato di metile (CH2H4O2 allo 0,06%); acido cianidrico (HCN all’1%); e tracce di ammoniaca (NH3).

Un discorso particolare merita la rivelazione di formaldeide (CH2O all’1,3% rispetto all’acqua), una molecola di grande importanza esobiologica per la sua reattività con i cianuri a formare semplici amminoacidi. La formaldeide era praticamente assente fino a 50.000 km dal nucleo, per concentrarsi invece in un alone antisolare posto 100.000 km più lontano: si pensa a un forte coinvolgimento della radiazione UV solare nel trasformare in formaldeide l’ossido di carbonio, in presenza di piccole quantità d’acqua, oppure nel decomporre un polimero della formaldeide (il poliossimetilene, POM) probabilmente presente (sul modello Halley) tra le polveri emesse dalla cometa.

Nell’aprile del 1997, venne scoperta dal radiotelescopio IRAM di Pico Veleta un’altra molecola nuova e sorprendente: il glicole etilenico (C2H6O2 all’1% rispetto all’acqua). Dal punto di vista chimico, il glicole etilenico trova nella glicolaldeide (scoperta nel settembre 2004 nella nube molecolare B2) il suo precursore naturale, derivando da quest’ultima per semplice

e facile reazione con l’idrogeno. È la

dimostrazione che la Hale-Bopp (come forse ogni cometa) ha raccolto le sue principali molecole carboniose dallo spazio interstellare, per poi aumentarne la complessità grazie ai ripetuti passaggi nei pressi del Sole.

A sinistra. In questa immagine del 4 settembre 1996 sono visibili almeno 6 getti rettilinei. Immagine ottenuta presso la stazione astronomica di Sozzago (Guaita, Crippa, Manzini).

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