Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 126

piuttosto spaventato («non pensavo che una cometa potesse creare questo caos!» esclamò) fu costretto a chiamare rinforzi da fuori Tradate per aiutare i vigili locali a districare quell’autentica isteria cometaria. Era il 5 aprile 1997, arrivarono a Tradate per la nostra “notte della cometa” circa 20.000 persone: un record difficilmente battibile.

A destra. La locandina dell'evento "La notte della Cometa" organizzata dal Gruppo Astrofili di Tradate il 5 aprile 1997 a Tradate.

Cosa ci ha insegnato la Hale-Bopp

di Cesare Guaita (GAT/Planetario di Milano)

Grazie alle sue inusitate dimensioni, la Hale-Bopp è stata la prima cometa nella quale sono state scoperte alcune particolari strutture (come getti e shells, prima quasi sconosciute) della chioma interna e sulle quali sono stati condotti eccezionali studi compositivi.

Che il nucleo della Hale-Bopp presentasse dimensioni molto importanti fu dimostrato dalla misura della quantità assoluta di materiale emesso. Questo lavoro, condotto dal luglio del 1995 al febbraio del 1997, per un totale di 48 notti, al riflettore da 0,8 metri dell’Osservatorio Lowell, mostrò che la Hale-Bopp produceva sistematicamente, a parità di distanza dal Sole, 20 volte più gas e 80 volte più polvere rispetto alla famosa cometa di Halley. Da qui fu dedotta una stima del diametro minimo del nucleo di 30/40 km – nel caso più realistico in cui, sul modello della Halley, solo un 10% della superficie fosse attivo.

Un lavoro completamente differente fu invece quello eseguito da Zdenek Sekanina (JPL) che studiò – utilizzando i dati dell’Hubble Space Telescope raccolti tra il maggio e l’ottobre del 1996 – le variazioni di luminosità attorno alla regione nucleare. Da questo studio postulò la presenza di un satellite, del diametro di circa 30 km, in orbita a circa 180 km di distanza e con un periodo di 2-3 giorni, attorno a un nucleo

principale le cui dimensioni dovevano essere di almeno 70 km, per giustificare la stabilità del satellite stesso.

Una cometa doppia dunque? Forse. Di sicuro una situazione interessante per giustificare certe controverse osservazioni sull’esistenza di una oscillazione precessionale di circa 20 giorni dell’asse di rotazione, il cui periodo mostrava una variazione tra le 11,2 e le 11,7 ore, con una super-periodicità appunto prossima a 20 giorni.

Per quanto riguarda lo studio morfologico della chioma interna, i primi sei mesi di sistematiche immagini CCD (da giugno a dicembre 1996) mostrarono la presenza di almeno otto getti rettilinei, i cosiddetti porcupine jets (getti a porcospino) la cui posizione angolare rimase invariata per tutto il periodo, come se la cometa non ruotasse. Fu un grande esperto di scienze cometarie come Sekanina a simulare correttamente al computer la bizzarra situazione. Sekanina partì dalla constatazione che gli 8 getti rettilinei sembravano presentare, a due a due, un comune asse di simmetria. Immaginando allora un asse di rotazione del nucleo cometario coincidente con questo asse di simmetria, e rivolto direttamente verso il Sole, ogni coppia

Coelum Astronomia

126