Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 125

Cesare Guaita

Nato a Tradate (VA), laureato in Chimica è esperto di cosmochimica e planetologia. Ha pubblicato, su riviste divulgative e professionali, un centinaio di articoli. È conferenziere del Planetario di Milano, presidente del G.A.T. (Gruppo Astronomico Tradatese) e socio di molte società astronomiche italiane e straniere. Ha un'enorme esperienza nel campo della didattica e della divulgazione dell'Astronomia, cui si dedica assiduamente da 30 anni.

A destra. Un ricordo della “notte della cometa” del 5 aprile 1997. La foto piccola è di Angelo Veronesi e la freccia indica la posizione dello schermo gigante.

luci che sovrasta il lago Maggiore dalla Val Dumentina. Per sopperire all’assenza di energia elettrica ci portammo da Tradate un pesantissimo generatore autogeno a benzina. La cometa, non lontana da M 31, in quel

cielo nerissimo e cristallino riempiva con la sua coda 1/3 del cielo in una visione semplicemente da brivido (risultarono ottimali i normali obiettivi da 50 mm): la coda azzurra di plasma, filiforme e sfrangiata era lunga almeno 40° mentre la coda bianca di polvere riusciva a saturare in un paio di minuti le pellicole da 1000 ISO che ci eravamo portati appresso. Fu un Sabato Santo indimenticabile quello del ‘97. Non sapevano ancora, però, che altrettanto indimenticabile sarebbe stato il sabato successivo.

D’accordo con l’Amministrazione comunale di Tradate prenotammo il campo della locale squadra di calcio, proponendo un’osservazione pubblica della cometa denominata “La notte della cometa” (immagine nella pagina seguente in alto). Convincemmo il Comune a spegnere anche tutte le luci dei dintorni. Sul lato nord del campo

da pallone allestimmo un mega-schermo sul quale

proiettammo, con un intensificatore

elettronico, immagini in diretta della cometa,

intervallate da filmati e spiegazioni in tema (figura in alto). La cometa era comunque visibilissima nella parte ovest del cielo (la sera era splendida e senza Luna!) sia a occhio nudo, sia con una decina di telescopi che avevamo allestito a metà campo. Sarà stata la suggestione della serata, sarà stata la propaganda che ormai anche i media maggiori facevano da giorni, sta di fatto che dopo una mezz’ora dall’inizio della manifestazione cominciammo a spaventarci: arrivava gente di continuo, tutto il campo da pallone si stava riempendo, il traffico sulla provinciale che collega Varese-Tradate-Milano diventava sempre più caotico, finché attorno alle 22 ci fu il blocco totale. Non riusciva più a passare nessuno, né verso Varese né verso Milano. Il Sindaco di allora,

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