Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 114

La mia prima Grande Cometa

di Alessandro Dimai

«La Hale-Bopp è stata sicuramente la cometa più straordinaria sotto il profilo della grandezza intrinseca e della sua fotogenicità».

Sin da quando iniziai la mia “carriera” di astrofilo, nei primi anni ‘80, ricordo che le comete sono sempre state per me motivo di grande interesse. Sentivo parlare e leggevo delle Grandi Comete dell’allora recente passato (Ikeya-Seki, Bennet, West) che non avevo avuto modo di ammirare in quanto ancora troppo giovane, ed ero affascinato dalle spettacolari immagini (poche a dire il vero) che si vedevano su libri e riviste specializzate, fantasticando su come sarebbe stato per me poter vedere una Grande Cometa dal vivo. Come tutti, mi illusi che questa potesse essere la Halley, nel suo passaggio del 1985/86 ma, come tutti, ne restai deluso. Dovetti attendere ancora molti anni, facendo però pratica con le comete meno importanti, ma pur sempre affascinanti, che transitarono in cielo in quegli anni: Bradfield, Brorsen-Metcalf, Okazaki-Levy-Rudenko, Levy, Austin, Swift-Tuttle, De Vico, solo per citarne alcune.

E finalmente, nel 1995, la grande e tanto attesa notizia: il 23 luglio, indipendentemente tra loro, due astronomi/astrofili americani avevano individuato un nuovo astro chiomato di 11a magnitudine nella costellazione del Sagittario, nei pressi dell’ammasso globulare M70. Già dai primi calcoli approssimativi si capì che, sebbene la cometa si trovasse ancora ben oltre l’orbita di Giove, sarebbe diventata, due anni dopo al suo passaggio al perielio, una super-cometa.

Sopra. La Hale-Bopp sopra il monte La Gusela (Gruppo del Nuvolau) ripresa da Alessandro Dimai e Renzo Volcan da Passo Giau (Cortina d’Ampezzo - BL) a 2300 m di quota. Foto del 7 aprile 1997 alle 21:01 TU. Esposizione di 30" con obiettivo da 50 mm f/1,7 su Kodak PRO Gold 400 II hiper.

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