Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 112

Hale-Bopp: la più epica delle comete della mia vita

di Paolo Colona

«Hale-Bopp: forse non la più bella, ma di certo la più epica delle comete passate durante la mia vita. Una cometa così enorme, lenta e maestosa, da far parlare di sé per anni».

Scoperta visualmente nell’estate del 1995, l’estate seguente doveva ancora passare al perielio. Nel luglio del 1996, insieme ad amici astrofili tra cui Gianluca Li Causi, tentavamo di scorgerla a occhio nudo mentre attraversava le nubi galattiche dello Scudo sul limite della magnitudine 6. Una notte, durante una serata estemporanea a casa di un amico astrofilo, che aveva casa nelle alte valli fra Lazio e Abruzzo, la mostravamo al telescopio a un occasionale pubblico femminile, e ricordo il messaggio che davamo alle fanciulle che adocchiavano quel batuffolino luminoso nel cielo: «Quando sentirete parlare della Grande Cometa, ricordatevi che voi l’avrete già vista da mesi: questa è la Grande Cometa!»

Schiere di astronomi possono essere grati alla Hale-Bopp se non altro perché mantenne le promesse: divenne davvero una grande cometa!

Non era solo per l'agevole visibilità a occhio nudo, anche dalle città, ma anche per il fatto di essere circumpolare: non tramontava mai!

Ricordo viaggi in auto, di notte, con la Hale-Bopp

davanti a me, alta, splendida, luminosa e inconfondibile, inquadrata nel campo del parabrezza mentre guidavo. Riflettevo: ma tutte le altre persone su questa autostrada non la vedono? Cosa pensano? E poi... nel Paleolitico appariva una cometa del genere: che pensieri ispirava ai nostri antenati?

Essendo così luminosa, fotografarla era uno scherzo. Bastavano pellicole da 200 ISO. Da Roma andavamo a Ciciliano (borgo gravido di storia al di là dei monti Prenestini) per fotografarci insieme alla Hale-Bopp con l’autoscatto (non li chiamavamo selfie, erano foto) e le foto, per quanto grezze, erano capaci di riprendere noi, il paese retrostante e la cometa al di sopra di tutto.

A Ferrara frequentavo l’università e facevo parte del locale gruppo astrofili Columbia quando la cometa si approssimava al perielio. Ricordo che una notte vagai in bici con l’attrezzatura fotografica sulle spalle: la cometa era sempre visibile, chiara e netta in cielo da qualsiasi angolo della città, e le feci svariate foto, ora tra i pioppi,

ora vicino a suggestivi tetti di case antiche. La più bella risultò quella della cometa accanto alla statua di Ariosto che si erge sulla altissima colonna in Piazza Ariostea. Finì in copertina sui giornali, fu esposta nelle vetrine, mi guadagnò il titolo di “giovane artista ferrarese”.

E finalmente arrivò il perielio.

Col Columbia organizzammo una grande manifestazione in piazza, al Castello Estense nel centro di

A sinistra. Un selfie con la Cometa. In primo piano: Mirko, Paolo, Joe, Mina, Paolo; in secondo piano: Ciciliano. Sopra: la Hale-Bopp.

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