Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 111

Stefano Capretti

Nato a Roma nel 1975, svolgo la mia professione di informatico con la fortuna di averla potuta applicare alla progettazione e allo sviluppo di diverse unità di volo e di Terra di satelliti e costellazioni satellitari, italiani e non, con particolare riguardo alla efficienza e sicurezza dei sistemi di telemetria e controllo. Appassionato di astronomia, preferibilmente visualista, mi occupo di divulgazione da circa dieci anni, dapprima in solitaria e attualmente come presidente dell'Associazione AstronomiAmo, per la quale curo in particolare il sito web, la libreria di calcolo di effemeridi, le relazioni con il pubblico e le dirette streaming.

riprendere ma – forse per la storia della volpe e dell’uva – oggi non ho neanche questo rammarico:

la foto più bella di quella cometa la porterò sempre impressa nella retina e nel cuore e forse anche per quella sensazione sono diventato un visualista anziché un fotografo di astri.

Riuscire a racchiudere questa esperienza in una sola parola non è compito facile, anche perché chi legge non può vedere il sorriso che il solo pensiero genera ancora in chi scrive dopo 20 anni, ma se anziché pensare all’evento in sé, dal punto di vista universale, mi fosse consentito rapportarlo alla mia sola persona, potrei dire “fondamentale”, perché grazie alla Hale-Bopp ho fatto il passo decisivo verso questa materia e verso quel che dovrebbe insegnare: guardare il cielo dal basso, con umiltà, rispettare la Terra come delicato pianeta e assumermi tutte le responsabilità che lo studio dell’astronomia deve comportare e che possono essere racchiuse nella consapevolezza di essere ospiti dell’universo.

Una bellissima sequenza fotografica che mostra il percorso seguito dalla cometa nel periodo dal 3 febbraio al 30 aprile 1997. Foto di Alessandro Dimai (Associazione Astronomica Cortina), effettuata con un obiettivo fotografico da 35mm a f/2,8.

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