Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 106

106

Coelum Astronomia

insediamento umano su Marte dovremo vincere sfide in moltissimi campi: da quello energetico all’intelligenza artificiale, dalla capacità di riciclare efficientemente l’aria e l’acqua ai processi di estrazione automatica delle materie prime.

Se avremo successo, le tecnologie sviluppate per Marte finiranno per rendere migliore la vita anche sulla nostra Terra. Anche questo è il senso di diventare una “specie multi-planetaria”.

Passando all’aspetto economico… Come sta cambiando in questi anni la gestione dei fondi delle agenzie spaziali? Come le agenzie spaziali potranno fare nei prossimi anni a sensibilizzare la politica sulle scelte da prendere?

Dopo il decennio iniziale – quando le nascenti “potenze spaziali” hanno finanziato, quasi senza limiti, lo sviluppo delle tecnologie necessarie – c’è stata una progressiva riduzione dei finanziamenti destinati alle agenzie nazionali. Questo è particolarmente vero per la NASA, che ha visto il budget federale ridursi notevolmente rispetto agli anni d’oro del programma Apollo. Da un lato, questo ha comportato un aumento di efficienza, dall’altro ha prodotto un vistoso rallentamento rispetto alla tabella di marcia immaginata all’inizio dell’era spaziale: in soli nove anni si era passati dal primo volo in orbita allo sbarco sulla Luna e le previsioni erano di arrivare su Marte per la fine del XX secolo. Non sono mancati passi avanti significativi, come la ISS, ma non c’è stato un grande progetto capace di raccogliere le passioni e le intelligenze del pianeta.

Nel secondo millennio, la colonizzazione di Marte potrebbe essere la nuova sfida e l’arrivo dei privati potrebbe sopperire al ruolo sempre più defilato dei governi nazionali.

NASA ed ESA, insieme alle altre agenzie spaziali, dovrebbero spingere per rafforzare le collaborazioni internazionali, sul modello della ISS, per rendere possibile su Marte quanto auspicato dalla targa lasciata dai primi astronauti sulla Luna: «…siamo venuti in pace a nome di tutta l’umanità».

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Crediti: NASA.