Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 105

potrebbero essere molte volte quelle ricevute a bordo della ISS perché mancherebbe la protezione della Terra e del suo campo magnetico. È possibile pensare a soluzioni tecniche che consentano di diminuire questi rischi, partendo proprio dalla progettazione del veicolo su cui viaggeranno i futuri astronauti.

Ad esempio, le strutture della nave spaziale che li trasporterà potrebbero essere messe in rotazione per creare una gravità artificiale e si potrebbe aumentarne la schermatura con l’uso diffuso di materie plastiche, che sono le più efficaci nel catturare le particelle cariche.

Sicuramente però il modo migliore per ridurre tutti questi problemi sarà quello di accorciare drasticamente i tempi di viaggio, utilizzando nuovi sistemi di propulsione capaci di accelerare gradualmente, per la prima parte del viaggio, per poi decelerare fino all’arrivo in orbita. Con gli attuali motori a combustibile chimico, bisognerebbe portarsi dietro una quantità enorme di carburante, con un peso totale centinaia di volte maggiore di quello del veicolo stesso. Quindi c’è bisogno di sviluppare una nuova generazione di propulsori, capaci di espellere il propellente ad altissime temperature come avviene, ad esempio, in un motore a plasma. Grazie all’accelerazione costante e alla presenza di campi magnetici – necessari per controllare il gas ad altissima temperatura (plasma) – si risolverebbero anche i problemi legati dell’assenza di peso e all’alto livello di radiazioni.

Abbiamo già accennato al fatto che la Stazione Spaziale ha avuto un impatto molto importante sulle tecnologie di uso quotidiano. Un viaggio su Marte cosa potrebbe portare, in termini di ricaduta tecnologica, all’umanità?

Un progetto ambizioso come quello di portare l’umanità su Marte sarebbe di ispirazione per un’intera generazione di giovani e darebbe impulso a un processo di innovazione e sviluppo in molte discipline, proprio come è successo con il programma lunare. È difficile prevedere quali potrebbero essere i risultati di questo rinnovato slancio culturale, scientifico e industriale. Possiamo dire, però, che per realizzare un

I Fantastici Sette! Gli italiani nello spazio

Maurizio Cheli: Nato il 4 maggio 1959, astronauta dal 1992. 15 giorni, 17 ore e 41 minuti nello spazio.

Samantha Cristoforetti: Nata il 26 aprile 1977, astronauta dal 2009. 199 giorni, 16 ore e

42 minuti nello spazio.

Umberto Guidoni: Nato il 18 agosto 1954, astronauta dal 1996. 27 giorni, 15 ore e

12 minuti nello spazio.

Franco Malerba: Nato il 10 ottobre 1946, astronauta dal 1989. 7 giorni, 23 ore e

15 minuti nello spazio.

Paolo Nespoli: Nato il 6 aprile 1957, astronauta dal 1998. 174 giorni, 9 ore e 40 minuti nello spazio.

Luca Parmitano: Nato il 27 settembre 1976, astronauta dal 2009. 166 giorni, 6 ore e

17 minuti nello spazio.

Roberto Vittori: Nato il 15 ottobre 1964, astronauta dal 1998. 35 giorni, 12 ore e

26 minuti nello spazio.

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