Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 104

nello spazio, i telomeri delle cellule dei globuli bianchi di Scott – le strutture del DNA che proteggono le estremità dei cromosomi – sono più lunghi di quelli del fratello.

Un risultato rilevante perché la lunghezza dei telomeri è considerato un indicatore di salute e longevità. Questo apparente allungamento nello spazio, dove ci sono maggiori livelli di radiazione cosmica e gli effetti negativi dell’assenza di peso, può sembrare paradossale ma potrebbe essere spiegato dal

fatto che Scott si è esercitato

di più e ha mangiato cibi con meno grassi. I benefici dell’esercizio fisico e della dieta non

solo avrebbero neutralizzato gli effetti dannosi dello spazio ma potrebbero aver generato effetti positivi a livello cellulare. Si tratta tuttavia di dati che necessitano di ulteriori conferme, anche se fanno ben sperare per quanto riguarda le capacità di adattamento dell’uomo allo spazio.

Come si dovrà preparare, quindi, un astronauta per affrontare una missione su Marte?

Per l’esplorazione di Marte si tratterà di superare sfide psicologiche e tecnologiche mai affrontate prima. Gli astronauti viaggeranno per mesi nello spazio profondo, circondati da un buio perenne,

appena scalfito da un pallido sole sempre più lontano. La Terra sarà solo una stella azzurra e saranno tagliati fuori dal pianeta natale con cui potranno parlare solo attraverso il centro di controllo, con comunicazioni che diventeranno via via più difficili e frammentate. Le tecnologie portate dalla Terra (habitat, rover, pannelli solari, generatori) saranno essenziali, ma i colonizzatori di Marte dovranno imparare a utilizzare le materie prime del pianeta, a cominciare dall’uso del terreno, anche per realizzare vere e proprie coltivazioni. Queste nuove sfide richiederanno

competenze nuove, come la geologia e le scienze agrarie, ma anche meccanica ed elettronica, che sono mancate nelle attività spaziali del passato. Ci sarà bisogno di un training interdisciplinare e di un “addestramento ininterrotto”, che dovrà continuare nei mesi di viaggio e durante la permanenza sul suolo marziano, per portare a termine eventuali riparazioni che si rendessero necessarie. Infine sarà necessario addestrare gli astronauti a collaborare con i robot per operazione particolarmente complesse.

Quali sono i passi avanti che l’uomo dovrebbe compiere per cominciare a pensare a spedizioni deep-space?

L’assenza di peso rappresenta uno degli ostacoli principali all’esplorazione umana dello spazio interplanetario. La decalcificazione delle ossa, la perdita di massa muscolare e la ridotta efficacia del sistema immunitario potrebbero diventare fattori di rischio per gli astronauti che si avventureranno nel deep-space. C’è poi il problema delle radiazioni: le dosi assorbite

Sopra. nauta americano Scott Kelly. Kelly ha trascorso un intero anno nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale, per condurre un esperimento su se stesso, per valutare e studiare le possibilità di sopravvivenza e adattabilità dell’uomo nello spazio.

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