Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 102

di Elon Musk sulla “colonizzazione di Marte”, il contributo di SpaceX e di altre compagnie private al trasporto degli astronauti e la nascita di società che intendono utilizzare le risorse minerarie degli asteroidi, sono tutti elementi che evidenziano come il business spaziale sia già iniziato.

La convergenza tra i programmi delle agenzie spaziali nazionali e i progetti dei privati potrebbe essere la soluzione vincente per raggiungere Marte: se così fosse, la prossima generazione di astronauti potrebbe davvero essere quella che metterà piede sul Pianeta Rosso.

La NASA ha stanziato un piano di quasi 2,5 miliardi di dollari per portare una roccia marziana sulla Terra. Quali preziose informazioni pensa si possono ricavare da una roccia marziana, studiata qui sulla Terra?

Sappiamo che Marte ha avuto condizioni climatiche e ambientali ben diverse da quelle odierne. Le sonde in orbita e i veicoli automatici che hanno esplorato la superficie del pianeta ci hanno fornito dati sempre più dettagliati a questo riguardo. Centinaia di milioni di anni fa, su Marte c’erano mari e laghi, un’atmosfera ben più densa e una temperatura più mite: condizioni simili a quelle che hanno permesso l’emergere di forme di vita sempre più complesse sul nostro pianeta. Anche se nel frattempo Marte è diventato un pianeta arido e freddo, alcune forme di vita potrebbero sopravvivere nel sottosuolo del pianeta, oppure eventuali tracce di esse potrebbero essere presenti nelle rocce marziane. A questo proposito, oltre alla NASA anche l’ESA è alla ricerca di tracce di vita su Marte con il programma ExoMars. L’ammartaggio di Schiaparelli, pur con le sue difficoltà e un parziale fallimento, è servito da “apri-pista” per la seconda

parte della missione, prevista per il 2020. Si tratterà di una missione più complessa e che farà atterrare un robot sofisticato, capace di scavare nel sottosuolo marziano alla ricerca di forme di vita passate o, forse, ancora presenti.

Continuano senza sosta invece le missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale: quanto oggi è ancora utile la ISS e per cosa?

La Stazione Spaziale Internazionale (International Space Station o ISS) è un grande laboratorio orbitale dove si effettuano esperimenti scientifici in assenza di peso, una condizione impossibile da realizzare sulla Terra. È anche il banco di prova per le nuove tecnologie che vengono sperimentate per essere utilizzate nello spazio, ma che possono trovare applicazione anche sulla Terra. Pannelli solari più efficienti, celle a combustibile per le auto elettriche o sistemi per riciclare le acque di

Sopra. ALH 84001 è un meteorite del peso di 1931 g, recuperato nella zona delle Allan Hills, in Antartide, nel dicembre 1984 da Roberta Score (progetto ANSMET). Si suppone che, come ogni altro membro del gruppo di meteoriti marziane (Shergottiti, Nakhliti, Chassigniti), ALH 84001 provenga dal pianeta Marte.

Dal 6 agosto 1996 ALH 84001 fu per un certo periodo al centro dell'attenzione mediatica poiché, come riportato in un articolo pubblicato da David McKay della NASA, sembrava che potesse contenere tracce di vita marziana. Mediante un microscopio elettronico a scansione vennero individuate alcune formazioni che, per la loro morfologia, si riteneva potessero essere batteri fossili. Tuttavia in seguito un gruppo di scienziati riprodusse in laboratorio delle formazioni analoghe dimostrando che quelle osservate erano semplicemente strutture minerali che si formano autonomamente in determinate condizioni di calore e pressione.

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