Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 96

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delle righe.

Con materiale di questo genere si può studiare la struttura della fotosfera (cioè la distribuzione con la profondità dei parametri fisici: temperatura, pressione, densità composizione chimica).

Preparammo una strumentazione faraonica. Avremmo avuto tre spettrografi: due di dimensioni medie, che avrebbero lavorato negli intervalli di lunghezze d‘onda tra 3500-8500 Å, e uno grande, progettato e costruito apposta quasi completamente nell’officina dell’osservatorio, per l’intervallo 3950-5050 Å. Due celostati a due specchi,

per avere il fascio diretto alla fenditura orizzontale e sempre nella stessa direzione. Uno specchio del telescopio, che serviva contemporaneamente i due spettrografi piccoli, era raffreddato da una circolazione d’acqua. Le fenditure erano speculari per consentire la

fotografia simultanea (con una camera fotografica Robot) delle zone di Sole di cui in quel momento si riprendeva lo spettro. Per lo spettrografo grande si adoperarono rotoli di 10 m di pellicola della larghezza di 24 cm e, naturalmente, furono progettati e realizzati porta pellicole adeguati al

Sopra. Camera doppia dello spettrografo a prismi. 1. rullo datore; 2. rullo accettore; 3. finestra; 4 e 5: pressori.

Sopra. Saronis (Grecia). Eclisse anulare di Sole del 20 maggio 1966. Un momento di riposo accanto agli strumenti. Da sinistra: R. Falciani, M. Rigutti.