Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 93

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Moose River, Canada - 20 luglio 1963

Sopra. Moose River (Canada). Eclisse totale di Sole del 20 luglio 1963). Il gruppetto dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Da sinistra : A. Righini, M. Rigutti, B. Romagnoli.

La mia seconda eclissi totale fu quella del 20 luglio 1963. Un fascia di totalità di un centinaio di chilometri di larghezza che andava dal Giappone e attraversava l’Alaska e il Canada. E qui andammo in tre con un solo strumento (uno spettrografo per il primo ultravioletto). Ma dire uno strumento pare niente. In realtà portammo in Canada mezza tonnellata di materiale. Oltre allo spettrografo, un corredo nient’affatto trascurabile: il celostata naturalmente, l’obiettivo che deve procurare l’immagine da mandare sulla fenditura, un teodolite per stabilire gli orientamenti, il materiale per costruire gli appoggi degli strumenti, le batterie, un piccolo generatore da campo, lampade per le calibrazioni, apparecchi per la fotografia diretta, piccola strumentazione da officina e così via. E inoltre, poiché il luogo del campo di osservazione si trovava a Moose River, in una riserva indiana, l’attrezzatura per fare campeggio, la tenda grande per noi, le tende più piccole per gli strumenti, le nostre valigie e i viveri (arrivammo sul posto il 10 luglio). L’acqua potabile non c’era, bisognava andare a prendersela a una decina di chilometri con le taniche utilizzando un carrello ferroviario. Moose River, infatti, è una stazione (nel senso di “fermata”) del treno che passa una volta al giorno (un giorno da sud a nord, verso Moosonee (un paesino che sembra pronto come set di un film western), il giorno dopo da nord a sud verso North Bay). Alla “stazione” c’è la casetta dello sceriffo (presente solo di quando in quando) e non c’è altro. Il treno si ferma per una mezz’ora, gli indiani della riserva vanno a mangiare il gelato e a rifornirsi di altre cose. Noi andavamo, in particolare, a rifornirci di barre di ghiaccio per il nostro frigorifero (una buca in terra coperta di frascame) che trasportavamo al campo con una vecchia carriola. Eravamo in riva al fiume e il luogo era paludoso. La sera ci assediavano nuvole di zanzare e di giorno c’erano le black flies, una specie di tafani, alle quali piace il sangue umano (si sono ingrassate anche col mio). Avevamo una notevole scorta di bombolette con repellenti e ci difendemmo alla meglio.

La notte precedente l’eclisse il cielo era un trionfo di stelle, ma alle 8 e 30 del mattino del 20 il cielo