Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 75

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inglese Arthur Eddington, concepì un esperimento per misurare la deviazione dei raggi luminosi in presenza dell'intenso campo gravitazionale solare (vedi immagine in basso).

Essendo l'effetto previsto dalla Relatività inversamente proporzionale alla distanza angolare dell'oggetto dal Sole, tale esperimento avrebbe sfruttato la possibilità offerta da un'eclissi di poter misurare lo spostamento della posizione di alcune stelle molto vicine al Sole, ma non troppo vicine da risultare invisibili se immerse nella relativamente brillante corona solare. Vennero organizzate due spedizioni per osservare l'eclissi del 29 maggio 1919: una all'isola di Principe nel golfo di Guinea, guidata dallo stesso Eddington, e un'altra in Brasile. Per comprendere la delicatezza delle misure vale la pena ricordare come lo scopo fosse di misurare una deviazione di meno di due secondi d'arco in posizione, per mezzo di due osservazioni fatte con gli stessi strumenti a distanza di alcuni mesi, ovvero una volta in pieno giorno vicino al lembo del Sole e una seconda volta in condizioni notturne.

Le possibilità offerte dallo schermo lunare di studiare l'atmosfera e la corona del Sole continuarono ad essere sfruttate dagli astronomi per comprenderne la fisica. Basti pensare che una delle proprietà caratteristiche della corona solare, ovvero la sua elevatissima temperatura, fu messa in luce da Menzel proprio nel corso di un'eclissi, il 31 agosto 1932 nel Maine. Forse la cosa potrà destare stupore, ma ancora ai giorni nostri le osservazioni della corona solare, durante le eclissi totali di Sole, rivestono un notevole interesse scientifico e gli astronomi affrontano le difficoltà di lunghi viaggi verso località distanti per studiarle.

Sopra. Il fenomeno della deflessione della luce per effetto del campo gravitazionale del Sole che spiega lo spostamento apparente delle stelle osservate vicino al bordo del Sole durante un’eclissi totale. Nella Teoria della Relatività formulata da Albert Einstein, lo spazio-tempo viene incurvato nelle vicinanze dei corpi massivi. La legge della gravitazione di Einstein consiste semplicemente nell’affermazione che la linea di universo è una geodetica nello spazio-tempo (si definisce geodetica la linea più corta che congiunge due punti dati; in uno spazio curvo le geodetiche generalmente non sono rette, ma linee curve). L’osservatore O percepirebbe il raggio di luce di una stella, incurvato dal campo gravitazionale del Sole, come proveniente da B, deflesso di un angolo che per un raggio al bordo del Sole vale 1,75". Di conseguenza la posizione apparente della stella si modifica, per effetto della deviazione dei raggi luminosi dovuti alla massa del Sole.

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