Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 72

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Coelum Astronomia

previsione di eclissi, anche se non viene specificato se fossero o meno visibili per i Maya stessi. Secondo queste tavole i fenomeni si ripeterebbero ogni 177 o 178 giorni. Ciò che risulta interessante è che i Maya sembrano aver colto che le eclissi, di Sole e di Luna, annualmente sono distribuite in due gruppi, separati di 173,31 giorni, ovvero il tempo impiegato da Sole per spostarsi da un nodo dell'orbita lunare a quello opposto. Anche per i Maya un'eclissi di Sole era fonte di apprensione; basti pensare che il termine per questa utilizzato, indicava come il Sole venisse mangiato, e probabilmente nasceva da questo timore l'esigenza di una previsione.

Le eclissi venivano ancora considerate con paura in pieno Medioevo, tanto che l’evento del 5 maggio 840 fu associato alla morte di Ludovico il Pio, imperatore del Sacro Romano Impero, morte che avvenne tuttavia quasi due mesi più tardi, il 20 giugno 840.

Le cose cominciarono a cambiare in Europa a partire soprattutto dal Rinascimento. Vogliamo ricordare a questo riguardo un episodio accaduto nel corso di uno dei viaggi di Cristoforo Colombo, anche se relativo a un’eclissi di Luna.

Nel 1503 Colombo si arenò sulle coste della Giamaica. A corto di provviste, e osteggiato dagli indigeni, ebbe l’idea di far leva sul timore che un’eclissi di Luna avrebbe potuto incutere su chi non ne conoscesse l’origine. Come previsto, l’eclissi si verificò il 29 febbraio 1504, e placata l’ira delle divinità, Colombo ottenne l’aiuto di cui aveva bisogno.

Sotto. Cristoforo Colombo, conoscendo la data del verificarsi dell’eclisse di Luna (29 febbraio 1504), sfruttò il fenomeno per intimorire la popolazione nativa del posto ed ottenere così dei rifornimenti per la sua spedizione.