Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 58

La fase di totalità (Sole completamento oscurato dalla Luna) di un’eclisse totale di Sole comincia quando il bordo lunare avanzante tocca il bordo del Sole opposto a quello dal quale è “entrata” (secondo contatto) e finisce subito dopo che la Luna comincia a scoprire il Sole eclissato (terzo contatto). In quel momento si comincia a rivedere la fotosfera (ciò che del Sole vediamo normalmente) ed è un momento sorprendente perché per pochi istanti della fotosfera si vede un sottile mezzo anello e, in corrispondenza del punto del terzo contatto, un’esplosione di luce. Come se fosse un anello con un grande e splendente diamante. E così è stato chiamato: anello di diamante. Una cosa che conclude, quasi un finale pirotecnico, la grande visione della corona.

Noi astronomi, naturalmente, anche se ci piace definire “affascinante” lo spettacolo offerto da un’eclisse totale, abbiamo ormai perso la possibilità (stavo per scrivere la grazia) di provare l’emozione che, invece, riempie di autentica meraviglia chi non vi sia preparato.

Atar, Mauritania - 30 giugno 1973

A sinistra. Il percorso del cono d’ombra calcolato per

l’eclisse del 30 giugno 1973. Nella cartina è segnalato

anche il punto dove si trova Atar, in Mauritania. Crediti: NASA.

Mohammed era un gigante di pelle nera. Vestiva la divisa perché era un soldato della Mauritania. Faceva parte del corpo di guardia al campo, una base militare con pista d’atterraggio del tempo della presenza coloniale francese, in cui erano stati sistemati i gruppi di astronomi arrivati ad Atar per l’osservazione della grande eclisse del 1973 (durata: 6 minuti e 2 secondi; il massimo, 7 minuti e 4 secondi, sarebbe stato nel Niger, ma un’ispezione preventiva aveva mostrato

l’inaccessibilità di quei luoghi con strumentazione di qualche consistenza, peso e volume). Ad Atar c’erano francesi, giapponesi, italiani (noi), olandesi e svizzeri; gli americani avevano preferito l’oasi di Chinguetti, 80 km a est.

Nei giorni precedenti l’eclisse, Mohammed si era interessato a quello che facevamo. E io gli avevo spiegato, con l’aiuto di una lampada che rappresentava il Sole e di due frutti per la Luna e la Terra, la geometria dell’eclisse. Era stupefatto, soprattutto perché mi vedeva convinto che quanto dicevo sarebbe accaduto con la precisione che gli assicuravo. Aveva un bell’orologio al polso, gli diedi gli istanti del fenomeno e gli dissi di controllare.

– «Ma se Allah decidesse che tutto ciò non

deve accadere, sareste venuti qui per

niente».

– «Perché dovrebbe deciderlo? Allah non

è capriccioso, così ha fatto il mondo, gli

ha dato la sua legge e il mondo funziona

come ha voluto. La scienza cerca di

capirlo e queste cose le ha capite. Perciò

siamo sicuri. E tu controllerai, vero

Sì, l’avrebbe fatto...

E poi era successo.

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