Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 48

Le Aurore

«Le aurore di Giove sono entità molto complesse e c’è ancora molto da imparare» – Alberto Adriani, principal investigator di JIRAM, INAF

Il campo magnetico aiuta anche a spiegare la differente conformazione delle regioni polari del pianeta, in cui le molecole interagiscono fortemente con le potenti aurore gioviane.

Proprio le aurore sono l’oggetto di studio di uno degli strumenti italiani presenti a bordo di Juno, Jiram (Jovian Infrared Auroral Mapper), uno spettrografo infrarosso finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), realizzato da Finmeccanica e gestito sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto per l’Astrofisica Spaziale e la Planetologia (IAPS) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Anche se c’è ancora molto da studiare, i primi dati forniti dallo strumento hanno permesso agli scienziati di capire che il meccanismo alla base della formazione delle aurore di Giove è molto speciale, con alcuni paralleli con le aurore terrestri, ma con molte caratteristiche sostanzialmente diverse e completamente aliene. Bisognerà attendere nuovi passaggi di Juno per capire i dettagli di questi inusuali meccanismi.

Tempeste Polari

«Siamo perplessi sulle modalità di formazione, non sappiamo se siano stabili e non capiamo perché ci siano differenze tra il polo nord e sud» – Scott Bolton, Juno Principal Investigator, SwRI.

Le caratteristiche delle regioni polari di Giove hanno costituito una novità assoluta di questa missione. Certamente, in passato, altre sonde avevano sbirciato le regioni polari del gigante gassoso (per esempio la Pioneer 11 nel 1974 o la Ulysses nel 1992) ma, in quelle occasioni, l’osservazione è stata fugace e da lontano. Ora Juno ha permesso di rivelare il vero aspetto dei poli di Giove e di mostrare al mondo la loro grande e affascinante complessità.

In prima battuta, si può dire che la sorpresa è stata quella di vedere una situazione molto diversa da quella attesa: ci si aspettava qualcosa di simile ai poli di Saturno, mostrati in gran dettaglio dalla sonda Cassini. Invece Giove ha sorpreso ancora una volta i planetologi che si sono visti costretti a rivedere alcune assunzioni e semplificazioni che caratterizzano i modelli planetari.

Nel dettaglio, Giove non mostra alcuna struttura a esagono, che invece è famosa su Saturno, né sono presenti gli stessi rapidi vortici compatti centrati sui poli. In cambio, il panorama dei poli gioviani è un tripudio di vortici e colori, un caotico turbinio! Sia a nord sia a sud, sono stati rilevati numerosi vortici ciclonici e strutture brillanti ma meno attive: a nord sono otto i cicloni mentre a sud sono solo cinque. Questi vortici sono immersi in più grandi cicloni polari.

Sopra. Jiram è dotato di una camera fotografica che lavora a lunghezze d’onda intorno ai 5 μm. Durante il sesto passaggio di Juno vicino al pianeta ha creato una mappa che rappresenta la radiazione termica emessa dal pianeta: il giallo pallido significa caldo, mentre il rosso indica le regioni fredde, coperte da nubi spesse che impediscono al calore proveniente dalle zone più interne del pianeta di essere disperso verso lo spazio. Jiram è in grado di raggiungere una risoluzione spaziale senza precedenti che, nel caso di questa immagine, è di circa 50 km. La mappa si estende da 0° a 70° N latitudine e da 10° E a 100° E longitudine.

Coelum Astronomia

48