Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 38

Ultima Ora - Appello ai Lettori

Aggiornamento sulle dimensioni e peso sul bolide

di Albino Carbognani - OAVdA

Il bolide, cioè quella grossa palla luminosa che in tanti hanno visto sfrecciare nei cieli dell'Emilia Romagna e del Veneto, è stato provocato dalla caduta in atmosfera di un corpo cosmico delle dimensioni di un pallone da calcio con una massa di circa 30 kg che, viaggiando a una velocità superiore ai 16 km/s, ha ionizzato l'aria creando una massa di gas incandescente visibile da grande distanza.

L'atmosfera però ha fatto da freno. Una volta che il corpo cosmico è arrivato ad avere una velocità di circa 3-4 km/s a una quota compresa fra 20 e 30 km dal suolo la "palla" di gas si è spenta ed è iniziata quella che gli astronomi chiamano la fase di "volo buio" o dark flight.

A differenza del bolide, che si osserva direttamente per alcuni secondi mentre attraversa il cielo, il volo buio dura diversi minuti ma è invisibile e, per cercare il punto di impatto al suolo del meteoroide, bisogna ricorrere pesantemente alla matematica.

I calcoli mostrano che, a mano a mano che il meteoroide entra negli strati più densi dell'atmosfera, perde tutta la velocità in avanti e passa al regime di caduta libera verticale arrivando a toccare il suolo con velocità dell'ordine di 200 km/h. Il punto esatto di caduta dipende da temperatura e densità dell'atmosfera così come dal regime dei venti e dalla forma del meteoroide, dato che non si può stabilire a priori. Se togliessimo l'atmosfera il meteoroide colpirebbe il suolo in modo obliquo, mentre con l'atmosfera la caduta è verticale!

Da queste considerazioni si capisce come la ricerca delle meteoriti al suolo sia tutt'altro che facile.

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È proprio di oggi, 28 giugno giorno di uscita del numero, l’aggiornamento da Prisma: Bolide del 30 maggio: era un mini-asteroide. Segnalateci eventuali sassi strani o anomali.

I risultati dei calcoli indicano che prima del suo ingresso in atmosfera alla formidabile velocità di 54.000 km/h il meteoroide aveva una massa fra i 50 e i 200 kg, con una dimensione dell’ordine di 30-60 cm. Fortunatamente le riprese delle camere PRISMA, integrate dal contributo fondamentale dato dalle osservazioni delle camere della rete IMTN Network, hanno permesso di concludere che l’oggetto si è in gran parte “sbriciolato” nelle fasi iniziali dell’impatto con l’atmosfera, ad una quota di circa 40 km, provocando molto probabilmente uno “sciame” di piccole meteoriti delle dimensioni di una pallina da golf e del peso di parecchie decine di grammi. In base ai calcoli si ritiene che siano caduti intatti a terra in una zona compresa fra i paesi di Piove di Sacco (PD) e Bojon, nel comune di Campolongo Maggiore (VE), qui sopra la cartina con la zona di più alta probabilità.

L'aspetto esteriore di queste meteoriti è quello di un sasso ricoperto da una crosta sottile e lucida, molto scura, come se fosse “bruciato”; la forma è generalmente squadrata ma con gli spigoli arrotondati.

Dati l’estremo valore scientifico e l’importanza di un possibile ritrovamento in tempi brevi di queste meteoriti (prima che vengano contaminate dall’ambiente terrestre) la popolazione delle zone interessate è invitata a segnalare a prisma_po@inaf.it eventuali sassi (o ritrovamenti di altra natura) sospetti che venissero rintracciati sul terreno.

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