Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 27

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Sonde per Urano e Nettuno

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Sopra. Ecco come appare la superficie di Marte vista da AEGIS. Tutti i target individuati dal programma di intelligenza artificiale sono evidenziati: quelli blu sono rigettati, quelli rossi sono quelli che invece vengono mantenuti. Il bersaglio migliore viene evidenziato in verde, se c’è un secondo preferito, viene evidenziato in arancione. Crediti: NASA/JPL-Caltech.

Il Congresso USA aveva richiesto due anni fa che la NASA iniziasse ad approntare una missione per Urano o Nettuno per dopo il 2030. I due giganti di ghiaccio e i loro sistemi di lune sono una delle grandi incognite del Sistema Solare e sono stati visitati solo una volta ciascuno da artefatti umani, nel 1986 e nel 1989, da entrambi i Voyager. Dopo due anni di studi, la NASA ha recentemente rilasciato il rapporto finale sulle migliori caratteristiche richieste da questo tipo di missione.

Il più grande dilemma è senza dubbio quale dei due pianeti debba essere studiato. Entrambi i mondi sono affascinanti, così come i loro satelliti. Nettuno ha aumentato la sua attività interna molto più di Urano e nessuno sa il perché, ma sarebbe anche interessante scoprire la causa per cui Urano e le sue lune hanno una così elevata inclinazione dell'asse di rotazione (ricordiamo che Urano ruota su se stesso praticamente rotolando lungo l’orbita). D'altra parte la più grande luna di Nettuno, Tritone, è un mondo estremamente interessante. Tritone è una cugina di Plutone, un oggetto catturato dalla cintura di Kuiper che potrebbe far luce sulla turbolenta formazione del Sistema Solare. Ma l'intero sistema di lune di Urano è forse il meno conosciuto di tutti, senza poi contare i sistemi di anelli di entrambi i mondi: stretti, scuri e compatti, sono simili gli uni agli altri e radicalmente diversi da quelli di Saturno.

In definitiva, sia Urano che Nettuno hanno la stessa valenza dal punto di vista dell’interesse scientifico e quindi non ci resta che attendere la decisione della NASA su quale sarà la destinazione di questa nuova missione.

Successo per il telescopio spaziale a raggi x cinese

La Cina ha lanciato il 15 giugno un razzo Lunga Marcia (in cinese Chang Zheng) CZ-4B (Y31) dalla rampa 43 del Jiuquan Space Center. Il carico era il primo telescopio spaziale a raggi X cinese Huiyan (HXMT). L'orbita iniziale era 546 km.

Anche se la stampa ha definito HXMT il “primo satellite astronomico cinese”, tecnicamente questo onore appartiene a Dampe rivelatore di materia oscura. In ogni caso, è il primo Osservatorio spaziale cinese a raggi X.

Chang’e 4 e 5 verso la Luna

La Cina lancerà la sonda lunare Chang'e 5 il 29 novembre di quest'anno, con lo scopo di riportare a Terra campioni della superficie lunare. Verso la fine del 2018 la sonda lunare Chang'e 4 diventerà invece il primo manufatto umano ad atterrare sul lato più lontano del nostro satellite.

Chang'e 5, decollerà dal centro spaziale Wenchang con un razzo Lunga Marcia CZ-5, e atterrerà nei pressi del Mons Rümker, nell'Oceano delle Tempeste.

Chang'e 4 allunerà invece nel bacino Aitken del cratere Von Karman. La sonda trasporterà un piccolo rover derivato da Yutu e undici strumenti scientifici, alcuni costruiti in collaborazione con altri paesi (Paesi Bassi, Germania, Svezia e Arabia Saudita).

Per garantire le comunicazioni con la Terra dal lato nascosto, nel giugno 2018 decollerà il satellite LRS (Lunar Relay Satellite) con un Lunga Marcia CZ-4B. L’LRS potrà essere collocato in un'orbita halo attorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Luna, dove sarà visibile permanentemente sia dalla Terra che dalla sonda sulla superficie lunare.

Con queste due missioni, la Cina mira a rivoluzionare lo studio della Luna. Le tecnologie implementate con la missione Chang'e 5 serviranno anche per quella che, alla fine del prossimo decennio, riporterà a Terra un campione di suolo da Marte.

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