Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 251

Con gli stessi strumenti inventati e costruiti per soddisfare la nostra sete di conoscenza vengono affrontate anche problematiche più vicine alla vita di tutti i giorni: i satelliti in orbita intorno alla Terra, per esempio, permettono di monitorare l’inquinamento, i movimenti geologici e i flussi idrologici del nostro pianeta. Gli acceleratori di particelle, invece, vengono utilizzati in medicina per terapie innovative e come strumenti d’indagine per la salvaguardia del patrimonio culturale. Il tutto per far comprendere lo stretto legame tra ricerca di base e ricaduta tecnologica per il benessere di tutti noi.

Dal migliorare la vita sulla Terra, alla possibilità di abitare altri pianeti il passo sembra breve quando si osserva la suggestiva serra spaziale ricostruita all’interno del padiglione, progettata per coltivare piante in ambienti estremi. Il progetto, realizzato in collaborazione tra CIRA, ENEA e Università di Napoli Federico II, è un sistema chiuso che riproduce, in piccola scala con una serie di moduli gonfiabili, i cicli che si sviluppano sulla Terra, ed è perciò detto “bio-rigenerativo”: grazie alla presenza di piante superiori si è in grado di produrre alimenti e ossigeno, consumare anidride

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Una manifestazione di questo tipo si rivolge anche ai bambini, ai quali erano dedicati spazi, stand e laboratori. I PONYS (Physics and Optics Naples Young Students), un gruppo di studenti, dottorandi e post-doc del Dipartimento di Fisica, hanno portato in piazza un grande gioco volto ad accendere la curiosità su vari fenomeni della fisica.

A tutti veniva consegnato un “kit dell’esploratore

scientifico”: un passaporto scientifico

personalizzabile e un “foglio sfida” con semplici domande a cui rispondere, dopo aver osservato esperimenti afferenti a diverse aree della fisica, dalla fisica delle particelle all’astrofisica, alla fisica dello sport.

Le dimostrazioni, tutte interattive, hanno dato la possibilità di “toccare con mano” i fenomeni scientifici. Completata la sfida si guadagnava un timbro sul proprio passaporto

scientifico, da completare con ulteriori timbri rilasciati dagli altri padiglioni nella piazza: un esempio di connessione tra enti scientifici, in linea col tema di questa edizione della manifestazione.

Un laboratorio per bambini chiamato “Physica in fabula”, nato dall’idea di avvicinare letteratura e fisica, ha fatto poi diventare il racconto di Harry Potter uno spunto per esperimenti di ottica geometrica al fine di riprodurre il mantello dell’invisibilità.

I PONYS la scienza per i più piccoli, ma non solo!

Giuliana Galati