Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 215

questo cratere come un vero e proprio vulcano attivo.

Per ridurre l'abbagliamento potrà essere utile effettuare l'osservazione del picco centrale utilizzando un filtro neutro o polarizzatore. Infatti, la sua elevatissima luminosità ne consente l'individuazione anche in condizioni di luce cinerea e durante le eclissi lunari.

Una ulteriore peculiarità di Aristarchus, meglio evidenziabile col Sole alto sull'orizzonte del nostro satellite, è costituita dalle bande scure interne disposte radialmente dalla platea fino alla sommità delle pareti. Con rifrattori intorno ai 120/150 mm se ne individuano circa 8 o 10, mentre con un 75/80 mm almeno 3 o 4, anche se questa appare solo una teoria fine a se stessa in assenza di una contestuale valutazione delle reali condizioni osservative meteo e strumentali. Col rifrattore di Meudon di 83 cm, il selenologo Percy Wilkins osservò le bande sopra citate affermando poi che esse sarebbero costituite da una moltitudine di punti e linee, citando anche la presenza di vegetazione, quest'ultima già ipotizzata negli anni ‘40 da Patrick Moore. Per quanto riguarda l'elevata riflettività delle strutture che andremo a osservare in Aristarchus Plateau – considerando la Scala di Elger in un range da 1 a 10 e assegnando al picco centrale di Aristarchus il valore massimo di 10 – le pareti e la platea del cratere vengono inserite nel valore di 9,5. Un'albedo pari a 9,0–8,5 viene indicata per l'area situata immediatamente a sud di Aristarchus e per Cobra Head, mentre la zona in direzione di Herodotus rientrerebbe nel valore intorno a 8,0-7,5. Infine valori di albedo pari a 7,5-7,0 per l'area intorno al cratere Vaisala, di 6,5-5,5 per la platea del cratere Herodotus fino a valori inferiori per il solco della valle di Schroter e i monti Agicola.

Sulla base dei dati sopra riportati, la notevole differenza di albedo fra i crateri Herodotus e Aristarchus, così come gli estremi di albedo riscontrabili fra le varie zone del Plateau, costituiscono un inconfondibile elemento di caratterizzazione per questo eccezionale Plateau lunare.

Osservare Aristarchus Plateau in prossimità della Luna Piena ci consentirà di percepirne la forma vagamente poligonale, grosso modo un rettangolo col lato maggiore orientato in senso nordovest-sudest e con una colorazione nettamente più scura rispetto alla pianura circostante. Inoltre, sempre in prossimità del Plenilunio, potremo ammirare l'interessantissima peculiarità della grande raggiera che da questo altopiano si estende in varie direzioni, in modo particolare est-nordest, fino al confine col mare Imbrium, e sud-sudest, nell'Oceanus Procellarum, andando poi a confluire nei grandiosi e spettacolari sistemi di raggiere che si sviluppano in ogni direzione anche dai crateri Copernicus e Kepler. Queste strutture sono

costituite da materiali a più elevata albedo rispetto alle scure rocce basaltiche che ricoprono

l'Oceanus Procellarum, proiettati anche a notevole distanza all'epoca dei grandiosi impatti di corpi meteoritici. Basterà pertanto anche un piccolo telescopio a bassi o moderati ingrandimenti per individuare il notevole e intricato sistema di ramificazioni e interconnessioni fra i numerosissimi segmenti che compongono questi grandiosi sistemi radiali.

lug 6

Panoramica Plateau.

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