Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 214

Numerose sono le peculiarità che caratterizzano le strutture presenti sull'altopiano di Aristarchus Plateau, una delle regioni lunari maggiormente tenute sotto osservazione da parte di moltissimi astrofili, sia visualmente che con l'acquisizione di immagini. Fra queste iniziamo proprio da Aristarchus, una delle più giovani formazioni lunari ed è questo probabilmente il principale

motivo del suo elevatissimo potere riflettente.

Infatti, risalente a circa 450/500 milioni di anni fa, Aristarchus, il punto con maggiore albedo di tutta la superficie lunare, esibisce una notevole riflettività, equivalente a un valore doppio rispetto a quella media del suolo selenico, rendendosi visibile anche a occhio nudo, peculiarità che si manifesta in modo particolare nel picco centrale multiplo che si innalza dalla sua platea, al punto che Wiliam Herschel considerò

Dorsum Niggli, un sistema multiplo di dorsali estese per 51 km perpendicolari ai monti Agricola.

Il progressivo avanzare del terminatore verso ovest consentirà inoltre l'osservazione di Mons Herodotus, un rilievo montuoso con base di 6,5 km situato fra la Valle di Schroter e i monti Agricola.

Dall'estremità meridionale del Plateau si può effettuare una visita ad Aristarchus-F, cratere di 18 km quasi completamente invaso dalle lave dell'oceanus Procellarum, e infine a Herodotus Omega, una struttura a domo di origine vulcanica. Per l'osservazione di queste ultime due strutture, a prescindere dal seeing, è richiesto un rifrattore intorno ai 100 mm.

L'origine di tutti questi solchi, comprese la Valle di Schroter e la Rupes Toscanelli, viene ricondotta al Periodo Geologico Imbriano collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa, pertanto anche il loro orientamento sudovest-nordest ne testimonierebbe il diretto coinvolgimento nei grandiosi eventi che scandirono la tormentata storia di questa regione lunare, geologicamente una delle più interessanti esistenti sul nostro satellite.

Le peculiarità in Aristarchus Plateau

Riferimenti storici

Per il Cratere Aristarchus, come per l'omonimo Plateau e Rimae, la denominazione venne assegnata nel 1651 dal Riccioli, dedicata all'astronomo greco Aristarco di Samo (310-230 a. C.), famoso soprattutto per la sua ipotesi eliocentrica, così riassunta da Archimede: «La sua ipotesi è che le stelle fisse e il Sole restano immobili, che la Terra gira intorno al Sole seguendo la circonferenza di un cerchio e che il Sole giace nel centro di tale orbita».

Per quanto riguarda Herodotus, il nome venne assegnato da Madler nel 1837, dedicato allo storico greco Erodoto di Alicarnasso (484-428 a.C.). Per la Valle di Schroter il nome venne dedicato a Johan H. Schröter, astronomo e selenografo tedesco del 18° secolo (1745-1816), esperto in dorsali e solchi della Luna. La catena dei Monti Agricola venne invece dedicata al medico e naturalista Georg Bauer (1494-1555), fondatore della mineralogia.

Mare Cognitum è la denominazione che venne assegnata, nel 1964, alla regione relativamente pianeggiante scorporata dal mare Nubium, dopo la dettagliata mappatura fotografica realizzata dalla sonda Ranger7. Immediatamente a nordest, nel cratere Fra Mauro in prossimità del cratere Cone, il 5 febbraio 1971 iniziò l'esplorazione lunare di Apollo 14.

Coelum Astronomia

214